23 luglio 2015

LA MENTE E' ALL'ORIGINE DELLA MATERIA?

Il professor Antonio Giuditta è un neurobiologo, già docente di fisiologia alla facoltà di scienze dell’Università di Napoli Federico II. Tra i suoi campi di ricerca figura in particolare il ruolo del sonno nel processo di memorizzazione. Esso non riguarda soltanto il sonno paradossale o REM come si pensa solitamente, ma include primariamente anche il sonno profondo o sonno a onde lente. Quest’ultimo provvede a eliminare le tracce di memoria non essenziali. In un suo recente articolo Antonio Giuditta ha ipotizzato che le memorie siano inizialmente conservate nelle sinapsi cerebrali ma siano successivamente trasferite al livello quantico nel corso del sonno paradossale. Un altro campo di interesse del professor Giuditta è quello dei fenomeni paranormali, in particolare quelli studiati e registrati in esperimenti effettuati all’inizio del Novecento dal fisiologo della Regia Università di Napoli, Filippo Bottazzi, con la medium Eusapia Palladino. Gli esperimenti riguardavano in particolare il movimento di oggetti a distanza (telecinesi) nei quali la Palladino otteneva risultati spettacolari.

Abbiamo incontrato il professor Giuditta in Portogallo in un recente congresso indetto dalla IAC, un’associazione internazionale che promuove lo studio e la sperimentazione degli effetti prodotti dalla coscienza sulla materia. Abbiamo colto quell’occasione per interrogarlo sul suo interesse per il paranormale. Gli chiediamo se si è limitato a studiare quanto già fatto da Bottazzi o se ha sperimentato anche per conto suo.
“Ho sperimentato anche in prima persona” ci risponde “ e in particolare ho compiuto numerose registrazioni video di un piatto di plastica sospeso ad un sostegno fisso con un filo sottile e posto a circa due metri da un soggetto. Ho potuto constatare che ognuna delle persone esaminate (una ventina) è in grado di far ruotare il piatto sul piano orizzontale. Ciò dimostra che le capacità telecinetiche sono fenomeni biologici, come predetto da Bottazzi.”

Che cosa vuol dire ciò?
Vuol dire che attorno a noi esiste un campo bioenergetico ordinato. Infatti il piatto di plastica non si muove in tutti i modi che sono indotti da correnti d’aria anche deboli, ma ruota esclusivamente sul piano orizzontale in senso orario o antiorario. In un esperimento pilota eseguito con una coppia di giovani fidanzati si è osservato che lui era in grado di farlo ruotare in senso orario con notevole intensità se veniva esaminato da solo, ma con intensità molto minore se l’esame veniva fatto insieme alla ragazza. È stato quindi di grande interesse notare che l’esame della ragazza da sola ha dimostrato la rotazione del piatto di plastica in senso antiorario. È quindi possibile che i loro due diversi campi, destrorso e sinistrorso, si siano sommati algebricamente producendo il minor effetto osservato quando essi erano insieme.

Ma il fatto che il piatto di plastica ruoti in senso orario o antiorario non potrebbe essere determinato dal sesso della persona?
Questa ipotesi è sostenuta da esperimenti eseguiti tempo fa all’Università di Princeton da Brenda Dunne con un diverso metodo di analisi. Secondo Brenda, gli esperimenti eseguiti con due persone che hanno un rapporto amoroso producono un effetto molto maggiore. D’altra parte, nel mio unico esperimento, nonostante si trattasse di due fidanzati l’effetto era invece minore dal momento che ognuno dei due esprimeva rotazioni in direzione opposta.

Questi esperimenti possono apparire piuttosto strani al profano. Qual è il senso di questi test?
Il loro scopo è di arrivare capire la vera natura di noi stessi e del nostro corpo e le nostre capacità di interazione con la materia. Secondo la maggioranza dei fisici e dei neurobiologi si tratta soltanto di fenomeni materiali. Al contrario io ritengo che la mente sia presente fin dall’inizio dell’universo e anche prima, e che essa si manifesti nella forma non differenziata che ha avuto sin dai primordi. La straordinaria costruzione dell’universo può infatti essere vista come un grandioso processo di differenziazione. La formazione del centinaio di diversi atomi avvenuta nell’evoluzione cosmica non ha consentito alla maggioranza di essi di costruire forme più complesse. Pochi altri atomi che ci sono riusciti sono i costituenti degli organismi biologici. Si è trattato di un processo di selezione non assimilabile al senso utilizzato dal neodarwinismo. Noi siamo fatti di particelle elementari configurate negli atomi di pochi elementi. Perciò non credo alla costruzione di computer dotati di autocoscienza dal momento che essi sono fatti di atomi diversi dai nostri.

Perché si è interessato agli esperimenti compiuti dal professor Bottazzi all’inizio del Novecento?
Perché sono stato colpito dalle conclusioni di Bottazzi secondo cui gli eventi paranormali sono fenomeni biologici. Questo implica che tutta la biologia è pervasa di tali fenomeni. Ne consegue che essi possono avere avuto un ruolo non marginale nell’evoluzione biologica, anch’essa costellata da linee evolutive progressivamente scomparse. Assumere che il meccanismo evolutivo si basi su mutazioni casuali del genoma delle cellule germinali mi pare insostenibile.
È invece di notevole interesse ricordare che negli esperimenti con Eusapia Palladino, Bottazzi e due suoi colleghi avevano notato che la medium era capace di produrre arti “sottili” che le permettevano di effettuare i fenomeni telecinesici. Essi avevano le stesse capacità sensoriali e motorie degli arti normali e fuoriuscivano temporaneamente dal corpo della medium. La loro classificazione tra i fenomeni biologici implica ammettere che essi siano potenzialmente presenti in tutti gli organismi e che quindi tutti gli organismi siano in grado di modificare la loro forma. Da un punto di vista evolutivo si potrebbe trattare di elementari tentativi di adattare la struttura del corpo a sopravvenute condizioni ambientali. Possiamo quindi supporre (non si fa nessun male a supporre lo sconosciuto) che nel classico caso della giraffa si sia trattato di produrre lo sviluppo del suo lungo collo e delle sue lunghe gambe “desiderando” come esse avrebbero dovuto essere per raggiungere le foglie più alte degli alberi.

Questa teoria si scosta molto da quelle ufficiali…
Fino a oggi la biologia ha studiato solo l’aspetto materiale degli organismi, il loro corpo, ma ha marginalizzato le capacità paranormali della mente studiate sin dall’Ottocento ma tuttora negate dalla scienza ufficiale.


Florinda Balli


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