4 novembre 2009

DUE SCOPERTE SENSAZIONALI PER LA SCIENZA UFFICIALE: LE GALASSIE UNITE DA FILAMENTI ENERGETICI E IL DNA MOSTRA ABILITA' "TELEPATICHE"

MOLTI GIA' SAPEVANO MA ORA E' UFFICIALE: LA SCIENZA AMMETTE CHE MATRIX E' UNA REALTA' E IL DNA MOSTRA ABILITA' TELEPATICHE

MISTERO DEL DNA: SCIENZIATI SORPRESI DA ABILITA' "TELEPATICHE"

Si scopre che il DNA ha l'abilità bizzarra di assemblarsi, persino a distanza, quando secondo la scienza conosciuta non dovrebbe esserne in grado. Spiegazione: nessuna, almeno non ancora. Scienziati riportano l'evidenza che contrariamente alle nostre convinzioni correnti su cosa sia possibile, il DNA intatto a doppia elica ha la capacità "sorprendente" di riconoscere similarità in altri filamenti di DNA a distanza. In qualche modo riescono ad identificarsi tra loro e le piccole parti di materiale genetico tendono ad unirsi con simile DNA.
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Il riconoscimento di sequenze simili nelle sottounità chimiche di DNA, avviene in un modo non riconosciuto dalla scienza. Non ci sono ragioni conosciute per cui il DNA possa essere in grado di combinarsi in questo modo e da un punto di vista teorico corrente questa capacità dovrebbe essere impossibile.

Una ricerca pubblicata nel Journal of Physical Chemistry B (ACS), mostra chiaramente che il riconoscimento tra sequenze di diverse centinaia di nucleotidi avviene senza contatto fisico o presenza di proteine. Le doppie eliche del DNA possono riconoscere molecole combacianti da una distanza e quindi riunirsi assieme, sembrerebbe senza l'aiuto da altre molecole o segnali chimici.

Nello studio, gli scienziati hanno osservato il comportamento di filamenti di DNA resi fluorescenti e messi in acqua che non conteneva proteine o altro materiale che potrebbe interferire con l'esperimento. I filamenti con sequenze identiche di nucleotidi erano circa il doppio ad accoppiarsi rispetto a filamenti di DNA con diverse sequenze. Nessuno sa come filamenti individuali di DNA possano comunicare in questo modo, ma in qualche modo lo fanno. L'effetto "telepatico" è fonte di meraviglia per gli scienziati.

"Sorprendentemente, le forze responsabili per il riconoscimento della sequenza possono arrivare a più di un nanometro di acqua di distanza dal DNA vicino.", hanno detto gli autori Geoff S.Baldwin, Sergei Leikin, John M.Sedon e Alexei A.Kornyshev e colleghi.
Questo effetto del riconoscimento può aumentare l'accuratezza e l'efficienza della ricombinazione omologa dei geni, un processo responsabile per la riparazione del DNA, l'evoluzione e la diversità genetica. Le nuove scoperte fanno luce su modi per evitare gli errori di ricombinazione, che sono fattori nei casi di cancro, nell'invecchiamento e altri problemi di salute.

di Rebecca Sato
fonte: ACS’ Journal of Physical Chemistry B - Altrogiornale.org



OSSERVATO UN PEZZO DI SCHELETRO DELL'UNIVERSO

Da diversi anni i cosmologi cercavano prove della presenza di questi "filamenti" di galassie, della cui esistenza nell'universo più lontano mancava ancora una solida prova.

La materia non è distribuita uniformemente nell'Universo: le stelle sono riunite in galassie, le galassie in gruppi e in cluster di galassie. Le teorie cosmologiche accettate prevedono che la materia si aggreghi su una scale ancora più ampia nella cosiddetta “rete cosmica” in cui le galassie, unite da lunghi filamenti che solcano il vuoto cosmico, creano una gigantesca struttura reticolare.
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Galassie Cluster


Questi filamenti misurano alcuni milioni di anni luce di lunghezza e costituiscono una sorta di “scheletro” dell'universo: le galassie si accumulano intorno a essi, e immensi cluster di galassie formano le loro intersezioni.

Da alcuni anni, molti cosmologi cercano prove della presenza di questi filamenti: sebbene infatti essi siano stati osservati su scale relativamente brevi, ancora mancava una solida prova della loro esistenza nell'universo più lontano.

Ora un gruppo di ricerca dell'ESO guidato da Masayuki Tanaka è riuscito a scoprire una grande struttura intorno a un cluster di galassie distanti in una serie di immagini catturate in precedenza. Per analizzare la struttura con maggiore dettaglio si è fatto ricorso a osservazioni spettroscopiche ottenute grazie agli strumenti VIMOS del Very Large Telescope dell'ESO e FOCAS del Telescopio Subaru, operativo presso l'Osservatorio astronomico nazionale, in Giappone.

Grazie a queste e ad altre osservazioni, gli astronomi hanno potuto identificare diversi gruppi di galassie che circondano il cluster principale, almeno 10.000 volte più massiccio della Via Lattea, distinguendo decine di questi aggregati, ciascuno dei quali ha una massa da alcune decine ad alcune migliaia di volte maggiore di quella della nostra galassia.

“E' la prima volta che si è riusciti a osservare una struttura dell'universo distante così importante e così ricca di informazioni”, ha spiegato Tanaka. "Ora possiamo passare dalla 'demografia', cioè dal censimento degli oggetti presenti che abbiamo appena concluso, alla 'sociologia', ovvero allo studio delle proprietà delle galassie che dipendono dal loro ambiente, in un'epoca in cui l'universo aveva un'età pari a solo due terzi dell'età presente.”

Il filamento osservato è posizionato a circa 6,7 miliardi di anni luce da noi e si estende per almeno 60 milioni di anni luce, anche se probabilmente tale struttura si estende anche oltre la capacità osservativa attuale. Per questo motivo occorreranno ulteriori ricerche per ottenere una stima definitiva della lunghezza. (fc)

fonte: lescienze.espresso.repubblica.it - altrogiornale.org

Articolo tratto da Segnidalcielo.it


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