16 gennaio 2010

VIAGGIO E TRASFORMAZIONE

Secondo molti studiosi le cosiddette 'abduction' sarebbero paragonabili ad una esperienza iniziatica. Questa è anche l'opinione di Maurizio Cavallo che, circa vent'anni fa, è stato rapito da esseri che lo hanno condotto in un luogo da lui identificato come una base sotterranea nel cuore dell'Amazzonia.

L'avventura, così come è stata narrata dallo stesso protagonista alla rivista Nexus, è cominciata una sera di settembre del 1981. Maurizio e un gruppo di amici, durante una scampagnata nei dintorni della città piemontese di Vercelli, avvistano un grande UFO che sembra voler atterrare poco lontano da loro. Incuriositi, tentano di avvicinarsi all'oggetto, ma la conformazione del terreno in quel punto non permette loro di farlo. Decidono quindi di tornare a casa. Durante la notte tuttavia Maurizio prova l'impulso di tornare sul luogo dell'avvistamento e viene letteralmente risucchiato all'interno dell'astronave. Viene condotto in una città dall'architettura fantastica e vi incontra vari esseri tra cui i nostri "creatori", coloro che con innesti particolari hanno dato vita alla razza umana. In seguito Maurizio ha altri contatti mentali e fisici con gli ET. L'esperienza cambia radicalmente la sua vita, dotandolo di una grande creatività: oggi infatti dipinge e compone musica oltre a trasmettere ad altri i messaggi dei creatori.

"Tutto è cambiato per me da allora" ci dice quando lo interroghiamo sulle conseguenze del rapimento. "La mia vita di prima è stata cancellata, non esiste più. Da quel momento in poi io sono rinato: è stato come un nuovo parto. Se dovessi ricordare com'ero, farei fatica, nel senso che, anche se ricordo degli avvenimenti della mia vita prima, è come se questa vita non mi appartenesse più; è come se leggessi un libro.

Come ti vedi oggi?
Quale è oggi lo scopo della tua vita?
È difficile rispondere… Poteva essere una domanda da farmi prima, penso che prima avrei potuto rispondere. Oggi non credo di avere uno scopo.

Non ti vedi in un certo senso come il portavoce degli esseri che ti hanno contattato?
Io non mi vedo come nulla. L'unica speranza che ho è quella di poter continuare ad imparare. Semmai mi vedo come un uomo libero, non sono etichettato, non lo sono più. Non seguo un filone religioso piuttosto che un altro, non ho una tessera politica, non ho un ideale. L'unica cosa che mi interessa è la conoscenza mistica, segreta, occulta della vita. Ho finito di giudicarmi o di ritenere di essere questo o quello. Penso che sia questa la struttura di base che ti permette di sentirti libero. Questa è già una considerazione e penso che sia la sola considerazione che posso fare. Non appartengo più a me stesso; anzi, me stesso è stato annullato. Io sono contento di vivere, ma non temo la morte. Non sono bianco, non sono rosso,non sono nero: sono. Lo scopo della mia vita c'era una volta, una volta avevo degli obbiettivi. Ora lo scopo della mia vita è conoscere ciò che è la vita.

Tu ricevi degli insegnamenti dagli esseri che ti hanno contattato?
Si, anzi, dovrei dire che ormai l'insegnamento è in me. La ricezione è diventata così normale che non mi accorgo neppure di ricevere. Molte volte invece mi accorgo di conoscere delle cose che pensavo mi fossero estranee. Anche ora, quando parlo, non so se parlo io o se parli un altro attraverso di me.

Nell'intervista che hai rilasciato alla rivista Nexus, hai detto che gli esseri extraterrestri comunicano con noi attraverso i cerchi nel grano, la musica, i simboli. Comunicano anche attraverso persone come te,che sono in un certo senso dei canali?
Certo. Questi esseri non hanno necessità di apparire fisicamente in un luogo, come forse alcuni sperano ancora. Agiscono attraverso l'inconscio, individuale e collettivo. Attraverso i simboli. Perché conoscono la matematica cosmica. Cosa che primitivamente anche gli esseri umani di questo pianeta conoscevano. Poi questa conoscenza è andata perduta in quanto il razionale ha preso il sopravvento e ha quasi distrutto la parte intuitiva. A seguito di ciò il collegamento tra noi e gli altri, tra noi e le stelle, tra noi e la natura, tra noi e Dio è stato spezzato. E allora l'umanità ha cercato di rimediare costruendo una divinità a propria immagine e somiglianza, ma non è la divinità reale. Non è la divinità che abita nell'essere umano.

Ma perché è successo?
Perché gli esseri che ci hanno creato ci hanno dato la libertà assoluta. Noi abbiamo la possibilità di andare per una via o per l'altra, di fare una cosa o l'altra. Così c'è stata una involuzione, anche perché l'ultimo innesto da parte dei creatori sulla razza umana non è ancora stato eseguito. Allora succede che oggi, attraverso una strana metodologia, che definirei esoterica, i creatori sono tornati ad operare e stanno cercando di preparare la nuova umanità. Un'umanità che già esiste tra le pieghe dello spazio-tempo, ma che in questa dimensione non esiste ancora.

Che cosa significa questo?
Significa che le varie dimensioni temporali coesistono.

Tu le percepisci?
Sì Posso essere contemporaneamente in tempi diversi. All'inizio è stato difficile, ma ora è normale. Dovrebbe essere così per tutti. Sarà così per tutti, sarà così per tutti coloro che si saranno aperti alla nuova frequenza.

Ma questa frequenza arriva a tutti?
Arriva sulla terra. Sono gli individui che devono trovare in se stessi la predisposizione per collegarsi con essa. È un po' come se una nuova emittente radio trasmettesse su una nuova frequenza. Se le apparecchiature hanno la possibilità di inserirsi su quella frequenza, la ricevono, altrimenti perdono la stazione.

E, ammettendo che qualcuno riceva questa frequenza e ritenga di non poterla sopportare. Può smettere di riceverla?
Certamente. È già successo e succederà ancora. È una scelta. Noi viviamo in una dimensione nella quale le tentazioni sono molto forti. Molte persone hanno avuto la possibilità di sintonizzarsi su queste frequenze, di fare una parte del proprio cammino e poi si sono lasciate richiamare indietro, perché erano più forti i valori del denaro, del possesso. Noi abbiamo tutti la possibilità di andare oltre, di rimanere fermi sul posto o di tornare sui nostri passi.

Nonostante le nuove frequenze?
Certo. Non è la frequenza che cambia la persona. È la persona che cambia se stessa. Io all'inizio ho risposto a quanto mi era successo con grande sconforto anzi, con assoluto terrore. Ho addirittura pensato di suicidarmi. Ma questo succede a molte persone contattate. Molte vivono questo incontro come una violenza. È naturale. Ma non è una violenza esteriore, fatta dagli esseri che ci contattano. È una violenza che nasce nell'intimo della persona stessa che è condizionata da un'infinità di fattori e che, per comprendere quello che sta accadendo, deve spogliarsi di molte cose. È il rimuovere che crea dolore.

Il rimuovere che cosa?
Il rimuovere tutto ciò in cui avevamo creduto. Tutto ciò in cui avevamo posto le nostre certezze. Tutto ciò in cui avevamo scolpito i nostri traguardi, i nostri propositi. Cercando di rimuovere tutte queste strutture, si incontra la sofferenza. Non sono gli esseri extraterrestri che mi hanno fatto soffrire, non hanno violentato la mia persona. La violenza è nata dalla mia repulsione, dal mio rifiuto di comprendere e di accettare delle cose che per me erano nuove e inconcepibili.

È un processo che è avvenuto anche in epoche passate?
Sì è avvenuto anche in passato. Ogni uomo che ha incontrato "la divinità" ha sofferto. Esotericamente, misticamente, ha dovuto morire per rinascere nuovo. Non è una storia recente.

Ma un tempo era più raro?
C'era meno informazione. Poi le cose di solito erano accettate e assorbite dai popoli come dettami della divinità. Molte volte, quando avvenivano fatti del genere, venivano creati nuovi dei. Da canto mio ho la fortuna di non aver creato in me una nuova divinità e neppure sento di aver creato in me una nuova forma di religiosità. Anzi, se in passato avevo una forma di religiosità trasmessami dalla tradizione, dalla famiglia, oggi questa religiosità è stata rimossa e trasformata. Non posso più appartenere a una religione piuttosto che a un'altra in quanto per me le religioni sono delle forme di risposta ad un bisogno umano che io non sento più.

Forse sei arrivato a ciò perché oggi la società nel suo insieme è meno religiosa di un tempo?
Non credo che ci sia nella nostra epoca una minore religiosità. Io sono solo riuscito, non so con quale aiuto, perché certamente non è dipeso tutto da me, a intravedere un orizzonte molto più vasto. È solo questo che mi ha evitato un conflitto maggiore. Oggi come un tempo l'umanità continua ad aver bisogno di trovare una forma di religiosità, nel senso che ha bisogno di un'entità superiore verso la quale mandare le proprie preghiere, i propri ringraziamenti o le proprie maledizioni.

Ma forse questa entità è diventata più materiale, nel senso che oggi molti credono solo nella scienza?
Sì, alcuni credono effettivamente solo nella scienza. Ma anche la scienza è una forma di religione perdente. Non è cambiato nulla. Forse si era più vicini alla divinità quando si credeva in maniera fanciullesca che nel tuono ci fosse Dio. Oggi il prevalere della razionalità ci ha portati su una strada molto pericolosa. Noi riceviamo una grandissima quantità di informazioni, ad esempio attraverso i sogni. Ma l'essere umano non crede più ai simboli dei sogni. Il sogno è per noi l'opposto di ciò che chiamiamo realtà. La realtà è quanto facciamo, è il denaro, il potere, il lavoro. Sono questi i fatti "reali" che strutturano la vita. Il sogno, la poesia, la fantasia sono quella parte futile che al massimo ci può dare un momento di distrazione.

Quale è per te la strada giusta?
Per quello che conosco, finché l'uomo non smetterà di cercare ilsacro fuori da se stesso e non lo cercherà dentro di sé, non troverà nulla. Fuori c'è solo delusione.

Hai parlato di un nuovo innesto che i creatori extraterrestri dovrebbero operare su di noi. Questo innesto dovrebbe cambiare molte cose?
Certo, ma questo innesto non è il primo. Dal momento in cui i creatori hanno deciso di creare la vita su questo pianeta l'umanità è cresciuta, ha seguito una certa evoluzione. Oggi si sta attuando l'ultima fase dalla quale dovrebbe nascere l'umanità nuova. Coloro che potranno abbracciare i fratelli delle stelle. Coloro che riusciranno a tornare alla propria dimora, perché l'umanità viene dalle stelle.

Nell'intervista a Nexus hai detto però che molti sono i chiamati ma pochi saranno gli eletti...
Non lo dico io. Lo dicono i profeti, i "contattati" di tutti i tempi. E lo si può desumere da quanto dicevamo poco fa. Dipende da noi, dipende dal singolo individuo. L'offerta dei creatori è fatta a tutti, quindi tutti possono procedere verso un nuovo stadio evolutivo. Ma la scelta è individuale e quindi ognuno di noi è libero di decidere.

Si potrebbe dire che stiamo vivendo l'Apocalisse?
Dipende da che cosa si intende per Apocalisse. Il termine ormai viene usato solo nel senso di catastrofe, mentre secondo l'etimologia originale significa rivelazione. Oserei dire di più: oggi è il tempo in cui tutto verrà svelato, non rivelato. Rivelato sta a significare svelato momentaneamente e solo per gli addetti ai lavori, per gli iniziati. Mentre oggi si tratta di un momento in cui tutto verrà tolto dal velo. Se intendiamo questo, allora sì, siamo nel tempo dell'Apocalisse. L'Apocalisse non deve necessariamente essere catastrofica. Potrà esserlo per alcune persone, per chi si opporrà a questa che è una legge naturale dell'evoluzione.


Intervista di Florinda
Balli - 2001
Fonte: www.mutamenti.ch/i_trasformazione.html

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