3 gennaio 2011

GLI INCONTRI RAVVICINATI CON GLI EXTRATERRESTRI DI RICHARD BOYLAN

Il Dr. Boylan all'inizio ufficiale della Nevada's Extraterrestrial Highway (NV 375), (L'autostrada degli Extraterrestri in Nevada, n.d.r.) lungo la quale ha avuto multipli incontri con gli UFO

Articolo tratto dal libro "Close Extraterrestrial Encounters" di Richard J. Boylan, 1994.
(Edizione italiana, "Incontri ravvicinati tra umani ed extraterrestri", Richard J. Boylan, Gruppo Futura,1996)

“Come fa uno psicologo a cominciare a parlare del contatto con gli ET? Mentre scrivo queste pagine, nel febbraio del 1993, sono ancora fortemente influenzato dall'atteggiamento di derisione, accuratamente costruito, che la cultura popolare riserva ai contatti con gli extraterrestri. E ovviamente ho la mia posizione professionale a cui pensare. Poi c'è il lavoro di divulgazione che ho portato avanti sulla faccenda delle armi segrete e delle operazioni dei "fondi neri" del governo, che mi ha procurato un sacco di avvertimenti minacciosi da parte di ex militari ed ex agenti segreti. Data l'importanza che la CIA e il controspionaggio attribuiscono alla guerra psicologica, alla psicotronia e al controllo della mente, non corro forse il pericolo di fornire loro ulteriori chiavi di accesso alla mia mente, rivelando dei dettegli intimi delle mie esperienze di incontri ravvicinati? Mi sento comunque ispirato da un senso di missione superiore a raccontare queste verità, qualunque siano le conseguenze. Mi è diventato sempre più chiaro che questo sentimento di missione deriva dai miei contatti con gli ET. Per evitare di sembrare la versione galattica del Candidato della Manciuria, vorrei affermare che probabilmente l'avrei fatto lo stesso. Dire la verità in faccia alla Grande Bugia è sempre stata per me una questione di estrema importanza. E quindi eccomi qui.

Diversi avvenimenti nella prima parte della mia vita possono aver comportato (oppure no) esperienze di IR4. Ecco alcuni esempi:

- Un misterioso "elicottero"(?) invisibile e silenzioso che proiettava un intenso raggio di luce bianca sopra la mia auto, mentre guidavo in compagnia di un'amica sulla Statale 49 tra Mokelumne Hill e San Andreas, California, in una notte d'estate del 1984.

- Una luce intensa che illuminò il deserto della California orientale, e mi svegliò verso le quattro e mezza del mattino nel 1952, mentre ero in campeggio vicino alla frontiera con il Nevada, insieme ad altri boy scout dodicenni. Ero convinto che fosse la luce di una bomba atomica che dovevano far esplodere per un esperimento nel centro ricerche del Nevada, perciò me ne sono tornato a dormire un pò intontito. Circa un'ora più tardi mi sono svegliato di nuovo, questa volta per un'esplosione di luce, simile a quella di una lampadina, della vera bomba atomica, accompagnata da un leggero rombo, qualche secondo più tardi, in direzione est. Ricordo di essermi sentito confuso sui due "test" così vicini tra loro, quando normalmente li facevano a settimane di distanza l'un dall'altro.

Il mio primo chiaro IR4 avvenne tra le 23 e 20 del 12 aprile e le 00.20 del 13 aprile 1992, in un tratto solitario della Statale 180 nel New Mexico.

Il secondo IR4 avvenne su un tratto ugualmente deserto della Statale del Nevada 375, a circa 160 km a nord di Las Vegas, la notte del 30 novembre 1992.

Entrambi gli incontri avvennero durante una mia ricognizione segreta di zone che erano state classificate come basi americane di armi per le Guerre Stellari contro gli UFO (UFO Star Wars). Per vedere il mio primo incontro ravvicinato nella prospettiva corretta, dovete sapere che questo IR4 avvenne il quinto giorno di una mia spedizione intensiva alla ricerca di basi segrete UFO, laboratori di armi USA per le Guerre Stellari e zone di sperimentazione segrete dell'esercito statunitense(1). Avevo organizzato questa spedizione in grande stile dopo quattro mesi di intensi studi sulle ultime informazioni a riguardo. L'impulso ad andare in questa direzione mi era venuto in una motivazione diversa dalla mia abituale curiosità. Era dunque nel contesto di questa pericolosa ricognizione, intesa a scoprire i segreti delle basi di Guerre Stellari e di UFO più strane, protette e segrete, che fui intercettato a metà strada dagli ET.
Gli ET sembrano avere un interesse primario per la reazione tecnologica e bellica del governo americano verso quella stessa realtà di cui ha negato l'esistenza per quarantacinque anni: i contatti con gli ET. L'interesse così vivo dimostrato dagli ET potrebbe dovuto essere al fatto che queste armi per le Guerre Stellari sono state preparate e usate contro di loro.

Ora voglio raccontarvi quello che è successo in New Mexico, durante il mio primo incontro ravvicinato. Una parte dell'accaduto è ancora nascosta da un blocco di memoria. E' una cosa che capita abbastanza spesso a chi sperimenta un IR4, a causa delle circostanze straordinarie degli incontri oppure, per suggestioni post-ipnotiche indotte dagli ET, per cui il soggetto non riuscirà a ricordare tutti i dettagli fino ad un momento successivo più adatto.
Presenterò dunque tutto quello che sono riuscito a ricordare finora, che certamente rappresenta la maggior parte dell'episodio reale.

Il 12 aprile 1992, dopo aver lasciato Alamogordo, mi sono diretto ad ovest sull'Interstatale 10 verso Deming, in New Mexico, sulla mia Chevy Blazer. Avevo acceso il mio CB e ascoltavo i camionisti sulla strada, a volte intervenendo anch'io. A Deming ho svoltato sulla Statale 180, diretto a nord-ovest per la mia tappa notturna, un campeggio nella riserva forestale nazionale di Gila. La Statale 180 è una strada asfaltata a due corsie che corre in linea quasi retta per circa 85 km tra Deming e Silver City, attraversando il deserto di Sonora, che è assolutamente vuoto e uniforme. Si tratta per lo più di un terreno piatto, con qualche occasionale e moderato rialzo, e quella notte c'erano in tutto tre automobili oltre la mia sull'intero percorso.
Quando uscii dall'Interstatale 10 a Deming erano passate da poco le 11 di sera, una serata senza nuvole con tante stelle, nel deserto nero come la pece. Mentre mi allontanavo dall'Interstatale, il traffico audio CB si affievolì per la distanza. Ero abbastanza stanco ma sveglio da arrivare senza pericolo al campeggio. Avevo calcolato che sarei potuto arrivare verso mezzanotte e mezza. Mentre mi accingevo a quest'ultima tappa della mia lunga giornata al volante, notai che la strada si alzava leggermente dopo circa 24 km. Erano quasi le 11 e 20. Notai una chiazza bianca che brillava alla luce della luna su un'altura sulla sinistra, a circa 200 metri dalla strada. Ricordo di aver pensato che potesse essere una chiazza di neve. (In seguito mi sono reso conto che non poteva trattarsi di neve, in questa zona così meridionale del deserto del New Mexico non avevo assolutamente visto neve da quando avevo lasciato le montagne ad ovest di Taos, circa 650 km più a nord). A questo punto sentii una voce forte, che pensavo provenisse dal mio CB, che diceva con il tipico accento nasale dell'Arkansas: "Occhio al fumo!" (o ai "fumosi", cioè come vengono chiamate le guardie statali in slang; non sono sicuro della parola esatta). La voce sembrava provenire dal mio orecchio sinistro. (In seguito, ripensando al fatto che l'altoparlante del mio CB era montato sotto il cruscotto davanti a me, leggermente sulla destra, mi sono reso conto che non era stato il mio CB a parlare). In un primo momento ho pensato che un camion davanti a me stesse segnalando la presenza di una pattuglia stradale. Così ho acceso il trasmettitore e ho chiesto: "Dove sono i fumosi?" e con mia sorpresa non ho ricevuto risposta. Questa è l'unica volta, secondo la mia esperienza, in cui un operatore di CB non ha fornito informazioni dettagliate sulla posizione della pattuglia della Stradale, dopo averne segnalata una.
Ma le stranezze erano appena cominciate. Quasi immediatamente vidi una enorme nuvola di fumo luminoso, ferma a cavallo della strada, dall'orizzonte orientale fino all'estrema destra, e su fino al cielo: una barriera solida in mezzo alla strada. Ero convinto che mi sarebbe toccata la sfortuna di passare attraverso una foresta in fiamme. Così riaccesi il trasmettitore e chiesi a chiunque si trovasse là fuori: "Dov’è il fuoco? Qualcuno sa qualcosa del fuoco sulla 180?". Di nuovo, un silenzio spettrale. Nessuna risposta dall'accento nasale dell'Arkansas, né da chiunque altro. Trasmisi di nuovo, poi mi arresi, sconfortato, perchè stavo per entrare nella cosiddetta nuvola di fumo. Maledii la sorte e in un secondo calcolai che razza di deviazione mi sarebbe toccato fare se il fuoco avesse bloccato completamente la strada, quindi valutai come alternativa il rischio di guidare alla cieca attraverso il fumo, sperando che si trattasse soltanto di una trentina di metri di fumo, che avrei potuto attraversare facilmente e arrivare alla fine del viaggio per quella giornata. Mi tuffai nel fumo, togliendo il piede dall'acceleratore in modo da poter rallentare nel caso non riuscissi a sbucare fuori alla svelta dall'altra parte.
E non ne uscii, almeno per un'ora.
Sembrava che il fumo provenisse dal fianco della collina alla mia sinistra. Non riuscivo a vedere la strada, né la linea divisoria della carreggiata; non vedevo più niente. Così mi fermai. (In seguito, durante il recupero del ricordo sotto ipnosi, notai che non c'erano alberi o cespugli che bruciavano, non c'erano sterpaglie annerite o bruciate, e non c'era nessun odore di fumo! E non poteva essere nebbia, non in primavera, nell'arido deserto di Sonora.) Rimasi seduto in macchina, sconfitto, fermo nel mezzo di non si sa dove.
Il vapore grigio-biancastro non si dissipava. Così uscii dall'auto e, disorientato dal vapore, mi diressi verso sinistra, in direzione dell'altura. Ebbi l'impressione di piccoli pini marittimi sparsi qua e là. Saltai un fosso sul ciglio della strada e mi diressi verso i cespugli, senza riuscire a vedere nulla. (Credevo che si trattasse di piccoli pini marittimi, ma un amico che aveva percorso quella strada, mi disse in seguito che in quel tratto non ce n'erano affatto.) Poi mi sentii paralizzato. Non riuscivo più a muovere il corpo. Ebbi la sensazione che due persone si avvicinassero, una da una parte e una dall'altra, e mi afferrassero decisamente per le braccia. Non ricordo di averli visti arrivare. Avevano delle dita lunghe, che non sembravano umane. Non avevano giunture ossee, sembravano una specie di cartilagine continua all'interno di un involucro imbottito di carne. La stretta era prodotta da due dita sopra il mio avambraccio e un dito posto al di sotto, dita non molto più grosse di quelle umane, ma molto lunghe. Era chiaro che sarei andato con loro. Non avevo comunque un'idea migliore.
Fui guidato avanti verso sinistra nella direzione di quella che avevo creduto una "chiazza di neve" scintillante sotto la luna. Ben presto arrivammo a un veicolo metallico. Mi fermai davanti alla metà del lato più lungo, a circa un metro e mezzo di distanza. Il veicolo aveva la forma di un arco appiattito, con le estremità arrotondate. La parte inferiore sembrava più piatta, forse perchè affondava parzialmente nella sabbia. Sembrava metallico, del colore degli aerei da carico, ma non altrettanto brillante. Credo fosse lungo sui 10-15 metri, e nel mezzo era alto tra i 3 metri e i 3 metri e mezzo. (Una persona che conosco e che consulto a volte, per le sue facoltà di chiaroveggenza, ha detto che l'astronave si era trovata in difficoltà ed era precipitata a terra, uno dei tre membri dell'equipaggio era ferito.)
Un'apertura rettangolare si aprì sul lato del veicolo. Nel ricordo successivo sono seduto su una sedia, in una stanza del veicolo, mi sento intontito e intorpidito, e mi rendo conto gradualmente di essere solo; se ne sono andati. Le luci si abbassarono. L'aria all'interno era a una temperatura neutra, non fredda come l'aria del deserto di notte. Aveva odore di stantio, come l'aria riciclata che si respira su un aereo di linea durante un volo intercontinentale.
Dopo un pò tornarono. Quello sulla mia destra, che aveva una stretta più forte quando mi avevano incontrato, sembrava un maschio. Mentre rientrava nella stanza, ebbi una visione fuggevole della sua faccia. Era tondeggiante, ovale, con due grandi occhi ovoidali, orizzontali, che non erano inclinati e non si allungavano sui lati. I suoi occhi erano tutti neri, senza iridi o pupille. (Vedi Disegno sotto)

Non riuscii a vedere un naso e la bocca era più un'impressione che un vero e proprio tratto somatico. Non vedevo bene, ma ebbi l'impressione di un torso e di membra sottili. Credo che fosse alto circa un metro e mezzo. Sembrava tranquillo, pratico, quasi professionale. Sicuramente non era umano ma si trattava inequivocabilmente di un essere intelligente e vivo. L'altro ET, quello che mi aveva afferrato più gentilmente, anche se con una stretta molto solida, al momento del nostro incontro, mi dava l'impressione di una personalità più leggera e dolce, probabilmente era una femmina.
Fui condotto in un'altra stanza, anche questa debolmente illuminata, e messo a sedere su una superficie reclinata, come una poltrona da dentista, o il sedile di un astronauta. Sentii una sensazione stimolante, di risonanza simile a un ronzio, nella zona triangolare tra le sopracciglia e l'arcata nasale, concentrata a circa 5 mm dalla superficie della pelle. (Si trattava di una sensazione che mi sarebbe divenuta familiare nei giorni e nei mesi che seguirono. Annunciò ed accompagnò i successivi contatti con gli ET ed altri eventi anomali che penso fossero collegati con gli ET.) Sentii una pressione nel naso, come se un piccolo oggetto venisse introdotto nelle narici, o anche più in alto. (In seguito, per quattro o cinque giorni, ebbi la sensazione di una pressione eccessiva in quell'area, con un senso di eco, pressione o ronzio nella testa che assomigliava un pò a un'emicrania, ma non lo era.)
Poi ebbi una sensazione di costrizione attorno alle caviglie, non un contatto fisico, ma una specie di campo di forza immateriale. Mi resi conto che gli ET avevano finito ed ero libero di andarmene. Il mio ricordo successivo è che sono fuori dall'astronave, nella notte, e fluttuo orizzontalmente verso la mia auto. Poi mi resi conto di essere al volante, guidavo a velocità moderata e vedevo il "vapore" dissiparsi, poi uscivo dalla "nuvola di fumo" e riprendere il mio viaggio sulla 180 verso il campeggio della Foresta di Gila, dove passai la notte.
Quando mi svegliai, la mattina successiva, non ricordavo nulla del mio incontro ravvicinato, ma notai quattro strani sintomi. Innanzitutto, avevo uno strano senso di pressione, come di occlusione, nella zona superiore del dotto nasale, e un sordo mal di testa, sintomi che non avevo mai provato prima di allora. Li classificai come sintomi di stanchezza. Mentre mi rimettevo i calzini, notai che c'erano due piccoli segni di abrasione, paralleli, in cima all'alluce destro come dei piccoli crateri. Ero sconcertato, perchè conoscevo bene la descrizione degli incontri con gli ET, che riferivano spesso di piccoli segni sulla pelle lasciati da un'operazione di prelievo di tessuto. Ma la reazione fu di immediato rifiuto e mi dissi: "Ma và, non può essere stato quello!". Poi mi venne da pensare che ero arrivato al campeggio almeno un'ora più tardi di quello che avevo calcolato, e sulle strade aperte del New Mexico, dove un minuto equivale esattamente a un miglio, ero diventato abbastanza preciso nel calcolare i tempi di viaggio...

Infine notai con molta curiosità che il mio atteggiamento verso gli ET era radicalmente cambiato nel giro di una notte. Non ero più attanagliato dalla paura che mi aveva preso da quando avevo letto Vita Segreta di David Jacobs. Notai che quel sentimento era stato sostituito da un pacifico "vivi e lascia vivere". E cominciai a sentirmi dispiaciuto per gli ET, pensando al monumentale programma di offensiva bellica da Guerre Stellari che avevo visto preparare contro di loro. Cominciai anche a riflettere sulla mia ricerca personale. Tutte le persone che interrogavo, dopo aver superato lo spavento iniziale, affermavano generalmente che gli ET fossero affettuosi, gentili, anche decisi, e preoccupati per valori come l'ecologia, l'eguaglianza sociale, l'educazione dei bambini, lo sviluppo della consapevolezza e gli obiettivi spirituali/metafisici. Notai che i contatti IR4 affermavano che, benché alcune procedure ginecologiche o urologiche sembravano intese al prelievo di materiale riproduttivo, in molti altri casi queste procedure erano fatte per curare malattie, manipolare geneticamente le ovaie o il feto per migliorare le facoltà del feto stesso o dei discendenti futuri del soggetto, oppure per reinserire un feto migliore nella madre per il completamento della gravidanza.
Solo dopo esser tornato a casa dalla ricognizione, e aver osservato che la pressione del naso, gli incipienti mal di testa e le insolite condizioni di irritabilità e cattivo umore si protraevano ormai da cinque giorni, mi decisi di riflettere sull'accaduto e mi resi conto che questi erano sintomi psicologici repressi caratteristici di un IR4 represso dalla memoria cosciente. A questo punto cominciai a pensare che forse effettivamente avevo vissuto un IR4. Consultai un psicologo ipnotista e un medium chiaroveggente per esaminare tale possibilità. La storia che vi ho raccontato è quanto è emerso da quelle sedute. Quando l'ipnotista mi disse di annusare il "fumo" e non notai alcun odore, fu il colpo decisivo che fece andare in pezzi le mie certezze.
Non potevo più negare l'evidenza.
Dopo questo primo incontro ravvicinato, la mia vita ha preso una direzione diversa. Come molti altri contattati, ho provato la sensazione di aver acquisito alcune facoltà paranormali, o forse si è trattato dello sviluppo delle capacità latenti. Per esempio, quando squilla il telefono spesso indovino chi mi sta chiamando. Quando arrivo all'ingresso automatico di un parcheggio, spesso capisco se c'è un'altra macchina in fila davanti a me, anche prima di arrivare a vederla. A volte ho la sensazione della presenza di messaggi sulla segreteria telefonica anche prima di entrare nella stanza. E qualche volta ho delle premonizioni accurate di quando arriveranno gli ET, o di quando faranno qualcosa.
A volte mi sono svegliato con qualche goccia di sangue nel naso (segno di operazioni nella cavità nasale), nonostante che prima del mio incontro non avessi mai sofferto di epistassi. A volte mi sveglio con dei segni lineari sulla pelle che non c'erano la sera prima, dei segni che assomigliano a incisioni laser. I segni sono associati alla sensazione di aver ricevuto una visita la notte precedente.Qualche volta sono esausto per la tensione di occuparmi contemporaneamente della famiglia, della mia vita coniugale, della professione di consulente psicologo, della presidenza dell'associazione locale degli psicologi professionisti, e del lavoro di ricerca e di pubblicazione sul fenomeno ET. In giorni come questi vado a letto con la sensazione che gli ET interverranno, e infatti la mattina dopo mi sveglio pieno di energia, pronto a ricominciare.
Durante la seconda metà del 1992, un oggetto immobile e intensamente luminoso è rimasto visibile per ore nel cielo notturno di Sacramento, parecchie volte la settimana. Lo chiamavo "la cosa brillante". Spesso, ma non sempre, emetteva lampi di luce rossa, turchina, gialla e bianco-azzurra, con un ritmo di circa sei impulsi al secondo. Nel corso del mese si è posizionato stabilmente in diversi punti cardinali sopra la zona, a volte muovendosi molto lentamente. Generalmente si accendeva da un'ora dopo al tramonto fino a mezzanotte, ma l'orario non era sempre lo stesso. Anche i miei familiari e altri contattati hanno visto lo stesso oggetto, che però non è stato descritto da nessun giornale.
Ho avuto anche un paio di "micro-incontri" più sottili.
Una notte, per uno strano impulso, sono andato alla porta di casa. Ho sentito un fruscio e un rapido movimento nella siepe sulla destra, di fronte alla porta. Qualunque cosa fosse, è "saltata" dall'altra parte davanti a me, e ha cominciato ad arrampicarsi sopra la siepe alla mia sinistra, lungo la casa. Era come se qualcosa di grosso e pesante, come uno scimpanzè invisibile, fosse corso davanti a me lungo la siepe alta un metro e ottanta. So che gli ET possono avvolgersi di una specie di cappa di invisibilità, o creare nella mente di chi li osserva una visualizzazione sostitutiva della loro forma. (E so benissimo che non teniamo scimpanzè invisibili in casa come animali da compagnia).
In un'altra occasione ero sulla porta tra il bagno e la mia camera da letto. Ho guardato verso la porta dell'anticamera e ho intravisto per un attimo di schiena una figura vestita di bianco, che si voltava e passava tra la porta della stanza e l'anticamera. Pensando che fosse mia moglie Lee, l'ho chiamata per nome. Non ho avuto risposta. Sono andato a guardare in anticamera, ma non ho visto nessuno. Sono sceso in cucina, e non c'era nessuno neanche lì. Alla fine ho trovato Lee nella lavanderia, al capo opposto della casa. Le ho chiesto se era venuta in camera da letto, ma mi ha detto di no. Tutte le porte all'esterno erano chiuse a chiave. Non c'era nessun altro in casa quella sera, almeno nessun essere umano.
Qualche volta mi sveglio con delle informazioni, o con una specie di consapevolezza "avanzata", o con intuizioni che prima non avevo. Queste informazioni possono essere collegate con la "conoscenza" di eventi futuri o di principi scientifici che non ho mai studiato, o di quale sarà la nuova strategia del governo riguardo all'occultamento dei contatti con ET. Stranamente, un paio di contattati con i quali sono in comunicazione, a volte ricevono la stessa informazione nello stesso giorno o nella stessa settimana. Per usare la terminologia dei computer: è come se qualcuno lasciasse cadere un disco pieno di dati nell'hard drive del mio cervello mentre io dormo. Però mi arrivano anche intuizioni diurne. E decisamente ho provato più volte la sensazione di avere una "missione" da compiere. Per esempio, ho sentito due forti impulsi. Uno è stato quello di superare, e incoraggiare altri contattati a superare il fattore della timidezza per farsi avanti a raccontare i propri contatti con gli ET.
Da quando ho cominciato la mia ricerca sugli incontri con ET, ho constatato una crescita graduale della mia già notevole attrazione per lo sciamanesimo e la spiritualità degli indiani d'America. Sembra che il collegamento sia basato sul fatto che sia i nativi americani e sia gli ET danno molta importanza al rispetto per la Terra come organismo prezioso indissolubilmente legato ai nostri processi vitali e a quelli di tutti i nostri parenti viventi: gli animali, i pesci, gli uccelli, le piante, i microbi, eccetera.

La mia seconda esperienza importante di incontro ravvicinato è avvenuta la notte del 30 novembre 1992, mentre partecipavo con altri contattati al Congresso Internazionale sugli UFO a Las Vegas, dove eravamo stati invitati come relatori. Prima di recarmi al Congresso, avevo provato un forte impulso a recarmi di nuovo a visitare la zona degli esperimenti militari di Nellis AFB in Nevada, reparto di artiglieria sperimentale Tonopah Area 51, e il complesso S-4/Coyote Alpha. Questa installazione militare segreta si trova nell'area tra 60 e 170 km a nord-ovest di Las Vegas. Tra la relazione del discorso del lunedì pomeriggio sulla mia ricerca sugli incontri con gli ET e la presentazione del martedì mattina sulla mia ricognizione di aprile nelle basi segrete di Guerre Stellari contro gli UFO, l'impulso a recarmi fin là divenne irrestibile, nonostante il rischio. Avevo pubblicamente denunciato le attività dell'Area 51 e avevo sperimentato lo schema tipico di reazioni: l'intercettazione della posta, il controllo del telefono e altri scherzi di cattivo gusto da parte degli agenti del controspionaggio. Sembrava dunque evidente che qualsiasi mossa avessi fatto per avvicinarmi all'Area 51 sarebbe stata immediatamente notata e seguita dagli agenti che erano venuti a mescolarsi tra il pubblico del Congresso.
Avevo anche "ricevuto" da loro un chiaro messaggio che ci sarebbe stato un "comitato di benvenuto" per niente amichevole in attesa nell'Area 51, se avessi cercato di nuovo di penetrare dentro i confini della riserva, come avevo già fatto ad aprile.
La mia intenzione era quella di prendere la strada più breve per l'Area 51, attraverso l'Interstatale 15 e la statale 93. Comunque, quando arrivai allo svincolo con l'I-15 presi l'uscita per la statale 95, anche se avrei giurato di aver letto "93". Questo genere di deviazioni "accidentali" sono state riscontrate da molti contattati. Sembra che gli ET le usino quando vogliono che una persona segua un strada diversa per dei motivi specifici. Così presi la strada laterale, che mi condusse tutto intorno al complesso federale riservato. Continuai a guidare, con il binocolo sottomano, alla ricerca di eventuali anomalie. Mentre mi dirigevo a nord sullo svincolo Scotty sulla 95, notai che il Centro Sperimentale SDI Tonopah del Dipartimento dell'Energia era sulla destra (sebbene l'ingresso principale fosse più avanti, sulla statale 6).
Ben presto una strana luce si alzò dal crinale da quella parte, discese vicino alla base della fila di cactus e proseguì alla mia destra per due o tre chilometri, parallela alla mia auto. Dopo cinque minuti la luce non si vedeva più. A Tonopah svoltai a est, sulla statale 6, e proseguii lungo il confine nord del Centro Sperimentale del Nevada (NTS). Dopo essere passato davanti all'ingresso del centro, notai che il traffico sulla strada era diventato molto scarso, quasi inesistente. Fu allora che vidi una macchina a circa un chilometro e mezzo dietro di me. Non mi raggiungeva e non restava indietro. Era una cosa insolita, perchè viaggiavo a velocità sostenuta, visto che quei tratti attorno al NTS non sono praticamente mai controllati dalla polizia stradale. E, in base alla mia vasta esperienza di guida negli spazi aperti, qualsiasi auto abbastanza veloce da sopraggiungere improvvisamente viaggia generalmente ad una velocità sufficiente a superarmi in breve tempo. A meno che non sia un'auto della polizia stradale, un'automobile non rallenta per rimanervi dietro alla stessa velocità che tenete voi. Ma quella non era un'auto della stradale. Osservai la sua velocità per circa mezz'ora per assicurarmi di aver ben compreso la situazione, cioè prima di decidere che mi stava seguendo. In quel momento sospettai di un gruppo di sorveglianza del controspionaggio. Persi di vista l'auto allo svincolo di Warm Springs e svoltai sulla Nevada 375.

Avevo pensato di fermarmi alla Little A'Le'Inn a Rachel, circa 100 km più avanti, poi proseguire per altri 35 km fino alla strada che portava all'area 51. Su questo tratto cominciai a notare che la "macchina" dietro di me stava facendo delle cose strane. Mentre si avvicinava e poi si assestava alla mia stessa velocità, circa 800 metri dietro me, i suoi "fari" sembravano una luce sola, grossa e brillante come un gruppo di cinque alogene legate insieme. A volte, quando la strada curvava, la luce procedeva in linea retta attraverso il deserto all'altezza dei cespugli di salvia, e tornava sulla strada dopo la curva. In altri momenti una seconda luce, una sfera rossastra, di piccole dimensioni, le correva parallela a circa 150 metri verso sud, sempre all'altezza dei cespugli di salvia. La seconda luca scompariva ogni tanto, per poi riapparire di nuovo. Guardavo nello specchietto retrovisore e ogni tanto mi voltavo per osservare queste manovre "impossibili". A quel punto ero ormai convinto che non fosse la CIA.
Avevo l'impressione che gli ET mi stessero offrendo una scorta.
Mi ero aspettato che la Little A'Le'Inn fosse aperta, ma era tutto buio. Di conseguenza non l'ho vista e ho proseguito la corsa. Improvvisamente un enorme coniglio completamente bianco e grosso come un collie, saltò proprio attraverso l'autostrada sopra la mia auto, con un movimento quasi da cartone animato. Mi buttai sul freno e sterzai per evitarlo. In quella mi cadde lo sguardo sulla destra e notai la trattoria immersa nell'oscurità, che altrimenti mi sarebbe sfuggita completamente nel deserto buio, privo di punti di riferimento.

Entrai nel parcheggio di questo bar trattoria, che serve i dipendenti di basso grado dell'Area 51, e costituisce un vero e proprio museo di oggetti dell'Aviazione, specialmente dell'Area 51, distintivi e fotografie di UFO e di ET. Il locale era chiuso, perciò mi avvicinai alla finestra per guardare dentro. Improvvisamente da dietro l'edificio sbucò un pastore tedesco. Ebbi paura che fosse un cane da guardia aggressivo, di quelli che sono così comuni nelle proprietà isolate del Nevada, anche se prima di allora non avevo mai visto cani alla Little A'Le'Inn. Con mia grande sorpresa, il cane si dimostrò insolitamente amichevole. Mi accolse come se fossi un grande amico, strofinandomi contro la testa, annusandomi e cercando carezze. Camminai verso la strada e vidi il veicolo di "scorta" fermo a circa 400 metri da dove avevo parcheggiato. La luce proveniente dal villaggio di Rachel mi permise di vedere di che cosa si trattava. Non c'era nessun telaio di automobile dietro una serie di grossi fari: c'era soltanto una sfera molto brillante, grossa e luminosa come se la parte anteriore di un furgone fosse stata trasformata in un unico faro dalla luce intensa. Era un UFO. Mi chiesi se l'improbabile coniglio, che mi aveva impedito di passare oltre la trattoria senza vederla, e il cane da guardia così socievole non fossero piuttosto ET che proiettavano mentalmente una forma schermo.

Proseguii verso l'Area 51, svoltando sulla famosa strada di accesso in terra battuta di Groom Lake, che non aveva più l'infame buca delle lettere nera come punto di riferimento. La sensazione di pericolo aumentò mentre mi inoltravo per diverse decine di metri sulla strada. "Sentivo" che le allegre guardie di sicurezza di Wackenthut in cui mi ero imbattuto in aprile(2) erano proprio lì, in attesa di fare nuovamente un pò di tiro al bersaglio sul sottoscritto. Spensi i fari e fermai l'auto.
Poco dopo essermi fermato, la "macchina" di scorta, o se vogliamo la luce, uscì dalla strada principale e prese la strada di Groom Lake a circa 100 metri dietro di me. Ora mostrava due normalissimi fari. Dopo un attimo di pausa, ripartì a straordinaria velocità per una marcia indietro nella notte nera come la pece, fece dietro front e tornò a dirigersi sulla 375, la strada da cui era venuta, dando così l'impressione alle guardie che osservavano da lontano che la macchina dell'intruso, cioè la mia, aveva cambiato idea sul cercare di penetrare nell'Area 51, ed era tornata da dove era venuta. In seguito ho pensato che questo trucco poteva benissimo essere lo scopo di tutta quella manovra degli ET, altrimenti inspiegabile, e potrebbe spiegare il motivo per cui non sono stato molestato, nonostante che la zona attorno al perimetro dell'Area 51 pullulasse di agenti.
Uscii dall'auto e decisi che nessun disco volante costruito in America stava facendo delle esercitazioni di volo quella notte. Poi eseguii una cerimonia di preghiera degli indiani d'America, chiedendo protezione a Tunkashila, Unce Maka e alle Quattro Direzioni, e chiedendo loro di cancellare il karma delle armi che emanava dall'Area 51 e dalla S-4. Ero nervoso e non avevo molta voglia di fermarmi molto a lungo per via delle guardie lì attorno. Mentre mettevo in moto la macchina per ripartire, la luce della mia "scorta" si riaccese in una posizione diversa, circa 3 chilometri e mezzo più avanti e circa 800 metri sulla destra della strada per l'Area 51. Mi sentivo come se fosse rimasta lì a proteggermi, e pensai che si fosse accesa per mostrarmi la sua approvazione per il fatto che ripartivo.
Poi mi diressi ad est sulla 375 verso la statale 93, per completare il giro e tornare a Las Vegas. La luce che mi scortava non era più dietro di me. Ma ben presto riapparve circa un chilometro e mezzo davanti a me. Stavo per percorrere una strada con molte curve e canyon, e a volte la perdevo di vista. Poi ogni tanto un veicolo si avvicinava dalla zona in cui avevo visto la luce, e mi superava. Pensai che mi ero sbagliato credendo di ravvisare nella luce davanti a me la mia scorta protettiva di UFO, perchè invece era un veicolo che arrivava da dove avevo visto la luce. Cercai di evitare di fare troppe congetture su quella luce. Poi cominciarono a succedere altre cose strane. Pensavo di aver visto il veicolo come un autocarro, poi notai che passava un'autocisterna. Gradualmente pensai che era davvero strano che su quel tratto di strada deserta passasse tutto quel traffico. Poi mi resi conto che gli ET potevano trasmettere delle immagini mentali per nascondere il vero aspetto del loro velivolo, soltanto che non si preoccupavano di trasmettere la stessa immagine ogni volta. Mi resi conto inoltre che questo significasse che potevano "correre" accanto alla mia auto così vicini che avrei potuto mettere fuori il braccio (se ero disposto a perderlo) e toccare il veicolo (l'UFO nascosto).
Poi giunsi ad un tratto di strada che correva in linea retta. Qui vidi la luce brillante, più avanti di me di un chilometro e mezzo, che si avvicinava, si spegneva, e riappariva nella forma di due fari (poi, avvicinandosi, apparve come in veicolo completo). In un primo tempo attribuii la scomparsa di uno dei fari a qualche avvallamento del terreno lungo la strada, ma a un certo punto su un rettilineo senza avvallamenti, divenne evidente che la luce singola si era spenta, e poi si era riaccesa come due fari distinti. A un certo punto apparve come due coppie di fari, una dietro all'altra, ma quando le luci si avvicinarono alla mia auto, vidi che c'era soltanto un veicolo con una coppia di fari. Inoltre, quando passava un veicolo, le sue "luci di coda" restavano visibili soltanto per circa 200 metri, poi scomparivano molto prima di avvallamenti o svolte che potessero spiegare il fenomeno. Su questo tratto di strada, non c'erano strade secondarie o punti per uscire dalla statale.
Sorrisi, pensando che gli ET avevano voglia di giocare con me.
Poi la luce/UFO scomparve davanti a me, per riapparire poco dopo dietro di me, non più a livello della strada, ma a circa 50 metri di altezza, e in rapido avvicinamento. A questo punto ero nei pressi dell'Area 51 supersegreta Coyote Alpha, a nord-ovest dell'Area 51. "Sentivo" intensamente l'intenzione dell'UFO di entrare in contatto, e mi chiesi: "Sei pronto per un incontro con gli ET?". In un primo momento avevo paura, ero un pò nervoso, ma molto eccitato. Dopo un minuto mi dissi: "Certo, perchè no?".
Persi di vista la luce/UFO nel mio specchietto retrovisore. Continuai a guidare e presto svoltai sulla statale 93 verso la I-15 e Las Vegas. Mentre percorrevo la 93 verso sud, mi riposai per un pò da quella specie di caccia al topo con le luci. Mentre mi avvicinavo allo svincolo con l'I-15 vidi che i miei amici ET avevano un'altra sorpresa per me. La grossa luce brillante riapparve a circa un chilometro e mezzo davanti a me, ma a circa 300 metri sopra il deserto e a circa 300 metri sulla sinistra della strada. Stavo scendendo da un'altura e potevo vedere liberamente la distesa del deserto per chilometri e chilometri. La luce discese verticalmente al livello dei cespugli, si spostò orizzontalmente a destra fino ad allinearsi con la corsia opposta della strada e cominciò a dirigersi verso di me come una sola luce al livello della strada. Trasformandosi improvvisamente in due normalissimi fari di automobile, 20 secondi dopo mi oltrepassò, con l'aspetto di una comune berlina ultimo modello! Gli ET mi avevano mostrato esattamente come fanno a mascherare un UFO come un oggetto terrestre.
Feci l'ultima tappa del viaggio sulla I-15 fino a Las Vegas. La luce brillante riapparve ben presto a circa un chilometro e mezzo dietro la mia auto, sulla carreggiata, come una forte luce singola. Dietro c'erano veicoli, che la sorpassavano e non sembravano notare niente di strano. La luce mi seguì sulla I-15 per tutta la strada fino a Las Vegas, quando imboccai l'uscita che portava al mio albergo, alla periferia della città.
Quella notte vidi uno sciame di "lucciole" nella mia stanza da letto e sentii molto forte la presenza degli ET. Il mattino dopo avevo delle macchioline di sangue nel naso.
Quella mattina raccontai agli altri contattati che cosa era successo. Ognuno di loro aveva una storia da raccontare su una visita degli ET avvenuta la notte precedente. Ci siamo guardati in faccia l'un l'altro, scuotendo la testa e sorridendo.
Questi contatti hanno fatto qualcosa che credevo oramai impossibile per me. Hanno fatto fare un salto da gigante alla mia capacità di meravigliarmi.”



Note

1. Richard Boylan, Extraterrestrial Contact and Human Responses (Contatti con gli extraterrestri e reazioni nell'essere umano). Sacramento, California, pubblicato in proprio, 1992; Richard Boylan, "Touring Nevada's Outer Limits" (Visitando i confini esterni del Nevada), UFO Magazine 7:6, 1992; Richard Boylan, "Secret Saucer Sites" (Basi segrete aliene), MUFON Journal, 292, 1992.
2. Boylan, Extraterrestrial Contact, "Touring Nevada's Outer Limits" e "Secret Saucer Sites".



Articolo originale in inglese su: Dr. Richard Boylan's Close Encounters Account
Trascrizione a cura di Noiegliextraterrestri
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