30 marzo 2012

TRACCE DI CONTATTI ALIENI NEI ROTOLI DEL MAR MORTO

Inizia con questo numero un interessante viaggio alla scoperta delle tracce lasciate dalla Civiltà Madre, nelle Sacre Scritture dei più diffusi ed antichi culti religiosi mondiali. Numerose sono le testimonianze che possiamo trovare sfogliando le pagine dei Libri Sacri, paradossalmente pieni di dogmi e linee guida, che costituiscono le basi portanti di ogni singola corrente religiosa, e allo stesso tempo di prove scritte che avvalorano la tesi della presenza sul nostro pianeta di un'arcaica Civiltà Madre. Per completezza di informazione nei confronti degli amici lettori che si avvicinano solo adesso alla teoria della Civiltà Madre, riassumiamo che con questo termine si identifica la più antica Civiltà presente sul nostro pianeta, presumibilmente artefice o co-artefice della creazione dell'attuale genere umano, nonché "tutor" dei nostri antenati nei processi di sviluppo tecnologico evolutivo nel corso dei secoli. Da secoli, gli archeologi sono impegnati nello studio e soprattutto nella divulgazione delle prove che confermano la loro presenza (ancora però non riconosciuta dalla storiografia ufficiale) sul nostro Pianeta.

In questo primo capitolo del nostro viaggio prenderemo in esame i preziosissimi Libri del Mar Morto, e in particolare il Testamento di Aram, scoprendo come gli antichi testimoniano i numerosi contatti con "esseri venuti dal cielo", cosiddetti Veglianti o Vigilanti, razza sconosciuta scomparsa 7000 anni fa. Del resto, anche se verrà doverosamente trattato in un prossimo articolo, la Bibbia stessa descrive questa comunità non terrestre come "caduti" citandoli col nome di Nephilim, Refaim, Rafaim, Enacim o Emin:

"Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. (Genesi 6, 1-2)".


Costa occidentale del Mar Morto, un giovane pastore è intento a vigilare con minuziosa attenzione il suo gregge al pascolo. Durante la procedura di ritorno verso casa, una pecora sfugge al controllo dell'attento ragazzo, il quale prontamente cerca di recuperarla lanciando un sasso a scopo intimidatorio. Per sua fortuna il sasso colpisce un antichissimo otre semi disseppellito, rischiando di danneggiare seriamente il contenuto ancor ben più prezioso. In seguito a questo curioso avvenimento furono rinvenuti una serie di rotoli manoscritti risalenti all'epoca degli Esseni, comunità giudaica palestinese del II secolo a.C. abitanti del villaggio di Qumran (dal quale prendono il nome appunto i rotoli).



Tra loro vi era una piccola cerchia di persone appartenente alla setta dei "puri". A caratterizzarli era la loro fede ascetica, che li portò alla separazione dal Tempio di Gerusalemme. Vivendo in estrema solitudine, furono proprio loro a scrivere i Rotoli del Mar Morto, saturi di descrizioni di eventi incredibili quali "fuoco venuto dal cielo", "fuochi di luce", "fiamme della lampada di Dio", e i più enigmatici "carri di Gloria", strettamente legati alle numerose apparizioni del cielo del deserto di Giuda.

E' importante specificare che l'origine dei manoscritti si intreccia con la vita di Cristo, il quale, fu accolto nella comunità degli Esseni, ed iniziato dalla stessa comunità agli insegnamenti dei maestri, che in seguito avrebbe espresso in parabole. Gli iniziati di Qumran, in pratica, rivelarono a Gesù i dettami segreti della loro dottrina iniziandolo alla sapienza ermetica.

Ma come sono arrivati i Sacri Rotoli fino a noi?

Tra il 68 e il 73 d.C. gli Esseni furono sottomessi dai Romani, i quali non tardarono a saccheggiare e distruggere buona parte dei preziosi manufatti e manoscritti, nel tentativo di cancellare storicamente la loro presenza su questo pianeta. Per timore della furia devastatrice delle Legioni Romane, i sacerdoti Esseni decisero di preservare i Rotoli Sacri all'interno di otri di terracotta, minuziosamente nascosti nelle grotte della regione, dove sono rimasti custoditi per millenni.

Ma il ritrovamento più prezioso è stato registrato nel 1954, qualche anno dopo i primi scavi. Stiamo parlando del famoso Testamento di Amran (dal nome del padre di Mosè) , rotolo conservato, per un breve periodo di tempo, nel Rockfeller Museum di Gerusalemme. Nel testo sono menzionati i Vigilanti, nello specifico nel testo è descritto il sogno di Amran, nel quale due uomini discutevano animatamente e lui chiese:

"Chi siete Voi per avere su di me un tale potere?" essi mi risposero: "Noi abbiamo ricevuto potere e dominio su tutta l'umanità" Essi mi dissero: "Quale di noi tu scegli perché ti governi?" Io sollevai i miei occhi e li osservai. Uno di loro era di aspetto terrificante, come un serpente, il suo manto era variopinto, ma molto scuro. Ed io osservai di nuovo. Il suo volto era come una vipera..."

In un altro affascinante rotolo, aimè tenuto ancora segreto, dal titolo La nascita di Noè, ritroviamo la descrizione della nascita del patriarca come essere perfetto, e soprattutto "conoscitore delle ascensioni" e "dei viaggi del cielo", studioso dei segreti degli Angeli Celesti. Da ciò si potrebbe dedurre ipoteticamente che Noè, conoscesse le leggi segrete del movimento del cielo e degli altri. Nel capitolo 4 del Libro dei Giubilei si legge:

"Fu in quei giorni che gli angeli del Signore discesero sulla terra, gli Angeli che vengono chiamati i Veglianti, al fine di istruire i figli degli uomini e di insegnare loro il senno e la rettitudine sulla Terra. Enoch fu il primo nato sulla terra ad apprendere la scrittura, la scienza o la saggezza dei Vigilanti, e che descrisse in un libro le costellazioni del cielo secondo l'ordine dei mesi loro propri, affinché gli uomini potessero conoscere le stagioni dell'anno secondo l'ordine dei diversi mesi..."



Nel Brontologion, segretissimo testo sacro di Quram, pare siano contenute formule ed indicazioni astrali utilissime e necessarie per poter prevedere il futuro mediante la lettura del cielo e della posizione della Luna e delle stelle. Il Testamento di Amran descrive, in buona sostanza, esseri-serpenti, la cui effige è stata rinvenuta in numerose tombe della città di Ur dei Caldei.

Per coloro che volessero approfondire l'argomento, oggi è possibile accedere anche on-line ai primi 5 Rotoli Sacri del Mar Morto, in versione originale e ai testi in essi contenuti. (http://dss.collections.imj.org.il/).

fonte

7 commenti:

dolbyjack ha detto...

Ciao Sorellina Annalisa , Grazie per questa Informazione... Sperando che la Nostra Amata Umanità prenderà questa Storia ...come un Dono prezioso... Buona Divulgazione... Mitica.... Con Affetto Fraterno Dolbyjack!
p.s. ti rubo sempre i Tuoi Post!

Anonimo ha detto...

gabriele:
sarebbe bello poterci credere :)

Annalisa ha detto...

Ciao dolbyjack, eh troppo buono ^_^
Sai come si dice "Chi ha orecchie per intendere intenda, chi ha occhi per vedere veda", articoli come questi sono frammenti di verità, chi vuol capire capisca..
Un abbraccio!

Anonimo ha detto...

da gabriele:
purtroppo se lo avessi ritrovato te annalisa e fossi certa dell'eta del manoscritto e della sua provenienza,e traduzione e me lo mostrassi potrei pure crederci,ma per ora sono sogni,idee,pensieri,niente di reale,convinzioni ecco.La cosa è affascinante.

Annalisa ha detto...

No è reale, l'umanità ha una genesi aliena. la verità è che molti non sono pronti o non vogliono accettare certe verità.

Anonimo ha detto...

Se come dici certi rotoli sono ancora segretissimi, a te chi ha dato le fonti?
alessandro Ratoci

Annalisa ha detto...

Io non ho detto un bel niente... l'articolo non l'ho scritto io. Se ti riferisci al brontologion, esiste ed è pure noto dei suoi contenuti.
Comunque, rivolgendomi in generale, vorrei che le persone prendessero questi articoli con un pò di apertura mentale e meno malafede e diffidenza. La verità non si scopre certo con lo scetticismo e la chiusura al nuovo.

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...