18 agosto 2012

IL CASO DI FILIBERTO CARDENAS: RIDEFINIRE I CRITERI DELLA RICERCA (SECONDA PARTE)

Leggi  qui  la prima parte

Considerazioni metodologiche
L’episodio sopra dipanato offre un campionario degli incontri del quarto tipo, con una serie di invarianti riscontrabili in molti resoconti. Qui, però, mi interessa l’avventura del sequestrato nella base sottomarina. Il tema delle installazioni subacquee affiora talvolta nell’ufologia: “Fulgori dall’abisso”, ultimo libro di Maurizio Cavallo (alias Jhlos), verte proprio su avamposti sommersi. [1]

Anche le esperienze di Jhlos sono al crocevia tra rapimento e contatto e, per questo motivo, si possono assimilare alle vicissitudini di Withley Strieber, i cui visitatori sono ambigui, ora amichevoli ora freddi. In questi generi di vissuti, a mio avviso, prevale la tendenza a sdrammatizzare e ad addolcire situazioni traumatiche, secondo processi psicologici di autodifesa. I traumi vengono sublimati e rimossi affinché non conflagrino in psicosi. Con ciò, non intendo asserire che tutti i visitatori sono ostili: civiltà evolute esistono, ma di solito non agiscono e, se agiscono, restano molto defilate. Tuttavia, se nel complesso delle comunicazioni, gli ufonauti non accennano mai al problema per eccellenza, preferendo dirottare l’attenzione su disastri ambientali dovuti soltanto all’irresponsabilità umana, qualcosa non quadra.

Così, nella diatriba che oppone Hopkins a Mack, con il primo che vede negli “intrusi” degli esseri privi di scrupoli ed il secondo che tende a considerare le abductions delle esperienze che, tutto sommato, favoriscono un’espansione della coscienza, propenderei per le ipotesi di Hopkins. E’ stato coniato il termine “experiencers” per indicare quei rapiti che traggono qualche beneficio dalle loro peripezie. Non so se sia un eufemismo, una forma di autoinganno o se veramente intercorra una differenza sostanziale tra sequestrati ed experiencers.

Se ci sofferma, però, sui messaggi, pur con qualche eccezione, è tutta una sequela di allarmi tra pseudo-ecologismo e catastrofismo: naturalmente la colpa delle sanguinose guerre, dell’inquinamento e della crisi socio-economica è sempre e solo degli uomini, più spesso della gente comune che dei governi! Sono messaggi i cui araldi non paiono molto sinceri.

E’ vero che non bisogna necessariamente distinguere tra azioni malvagie e comportamenti benevoli, scivolando in un ingenuo manicheismo. In natura le varie specie perseguono il proprio scopo, senza preponderanti risvolti etici e ciò può valere pure per i visitatori. Non di meno non si può neppure fingere che bene e male siano la stessa cosa, promovendo un atteggiamento che è indifferenza, ignavia.

Ora, non conosciamo quale sia la vera natura degli Altri, ma sostenere che non esistono o che non esercitano alcun influsso sulla storia umana, significa cadere nelle interpretazioni insoddisfacenti di cui nella premessa. I visitatori si prefiggono degli obiettivi, forse poco chiari, ma sinistri: per conseguirli si avvalgono di collaboratori umani(?) e di molteplici strumenti, sia tecnologici sia metapsichici.

Ci troviamo di fronte ad un’altra biforcazione, oltre alla dialettica che ho riassunto (e semplificato) nel diagramma Hopkins vs Mack. L’ipotesi extraterrestre si oppone a quella parafisica, mal conciliandosi con essa. Eppure, a ben vedere, i due orizzonti non sono così lontani: è possibile che una civiltà, dopo aver toccato il culmine del “progresso” tecnologico, abbandoni la tecnica per procedere lungo la via dei poteri psichici, del dominio della materia e dello spazio-tempo attraverso il pensiero. Ad esempio, nell’India vedica dèi, semidei ed eroi ora impiegano la tecnologia ora ne sono svincolati. Lo stesso termine “loka”, in sanscrito, designa sia il pianeta fisico sia un mondo sovradimensionale: invero, realtà fisica ed iperfisica coesistono e si compenetrano, anche se, quasi sempre noi percepiamo solo la prima, anzi una sua piccola frazione. Un Venusiano non deve per forza provenire dal pianeta materiale che chiamiamo Venere.

Pertanto se nella Bibbia ed in altri libri tradizionali alcuni specialisti scorgono “angeli” in carne ed ossa nonché macchine volanti, mentre altri ricercatori vedono immagini sciamaniche e fenomeni eterici, probabilmente hanno ragione entrambe le categorie di studiosi. Si tratta di stabilire dove il testo descrive un referente concreto e dove, invece, un simbolo, pur nella consapevolezza che tale distinzione può essere sfumata.

Occorre provare a superare la tradizionale separazione tra empirico e meta-empirico. La scienza ortodossa si ostina ad ignorare le cosiddette energie sottili nonché la sfera metafisica: in questo modo si preclude dogmaticamente una visione più ampia ed approfondita. La vera ricerca, però, non può prescindere dall’indagine, sempre critica e prudente, di territori liminali. In molti casi l’osservazione del “fatto concreto” dà l’impulso per un’indagine che, un po’ alla volta, travalica i confini dell’empiria, lasciando intravedere inattesi paesaggi. Chi studia la Biogeoingegneria, dopo averne valutato i risvolti nell’ambito del clima, dell’economia, della geopolitica etc., è indotto da una serie di concatenazioni ad enucleare addentellati che sconfinano dal tangibile. Qui le implicazioni umane lasciano affiorare un substrato non umano,(sub-umano?). Per questo motivo le chemtrails si rivelano non solo come il crimine più efferato di tutta la storia, ma pure come la stretta fenditura oltre la quale si estende un regno dai contorni sfuggenti. La resistenza ad accettare la realtà della   Biogeoingegneria , anche per opera di persone intelligenti, dipende in gran parte dalla difficoltà a rinunciare all’antropocentrismo ed all’idea (inganno?) del libero arbitrio: si preferisce flagellare l’umanità ed anche autoflagellarsi piuttosto che pensare ad una mano nascosta. Ancora, le scie tossiche sono una pietra di paragone: se nelle comunicazioni di presunta matrice aliena, soprattutto quelle incentrate sulla necessità di preservare la natura, sono assenti, si deve pensare che i messaggeri non sono affidabili. Purtroppo è quanto accade, come avviene nell’accozzaglia di scempiaggini pseudo-spirituali, riconducibili sovente all’universo della New age.[2]

[1] L’Argentino Orlando Jorge Ferraudi nel 1956 fu condotto da un visitatore a salire sul suo velivolo. L’uomo ebbe non solo l’opportunità di compiere un’escursione nello spazio, ma potè anche esplorare gli abissi oceanici dove notò “un’immensa cupola sottomarina, simile ad un gigantesco igloo”. Vedi “Apocallisi aliene”.

[2] Bisogna qui precisare che un cenno alla Geoingegneria è forse rintracciabile in alcune sibilline relazioni di Whitley Strieber. Vedi “Apocalissi aliene”. L’argomento è poi spesso toccato da Matthew Ward nei suoi colloqui con la madre: a proposito di Matthew, la nostra opinione è che dapprimcipio i contenuti fossero genuini, ma in seguito il giovane (o chi per lui) ha cominciato ad incensare Barack Obama, a disquisire di federazioni galattiche, di prossimi cambiamenti positivi che puntualmente non si sono verificati. Probabilmente è subentrata una manipolazione: d’altronde è noto che le canalizzazioni possono essere un ponte con entità scaltrissime e bugiarde. Vediamo che molti preferiscono pascersi delle informazioni rassicuranti della Federazione galattica che mantenere una coscienza vigile. Non è sufficiente che il messaggio sia in qualche modo suggestivo, se il messaggero ha dei secondi fini.


Articolo correlato: C. Penna, Dialogo tra sordi, 2012




14 commenti:

Annalisa ha detto...

Io propendo fortemente per la tesi di John Mack.
Ha visto giusto. Essendo addotta posso dirlo apertamente.

Roby Crea ha detto...

Ciao Annalisa. Ho letto su questo sito di un bambino di 8 anni che descrive le tipologie aliene. Cosa ne pensi? ecco il link http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2009/03/26/le-esperienze-extraterrestri-del-nipotino-di-puletto-stavolta-ne-parla-a-de-comite/

Annalisa ha detto...

Una bella storiella!

Davide Luisotti ha detto...

Ciao annalisa-forse a mio modo di vedere il problema di fondo e' che per alcuni le porte sono aperte-mentre per molte altri sono chiuse e forse quelle porte non si apriranno mai-alla fine veniamo ingannati ogni giorno e questi non sono alieni o forse si-

Roby Crea ha detto...

Ahahahah! Ok :-)

Roby Crea ha detto...

Un'altra cosa, ma allora è vero che , come ho già letto in alcuni commenti del tuo blog, molti ufologi speculano sugli UFO...direi che è un bello schifo. E si spiega il perché gli alieni non si manifestano apertamente!

Stiv GAVRILOVIC ha detto...

[quote]Un'altra cosa, ma allora è vero che , come ho già letto in alcuni commenti del tuo blog, molti ufologi speculano sugli UFO...direi che è un bello schifo. E si spiega il perché gli alieni non si manifestano apertamente!
19 agosto 2012 17:15 [quote]

Tutti cercano di campare guadagnano no??
E' alla persona che legge e/o crede a tali ciarlatani prendere le dovute distanze....;)

Annalisa ha detto...

Eh sì, purtroppo l'ambiente dell'ufologia è come tutti gli altri. C'è il meglio e il peggio. Per non parlare di alcuni ufologi/ricercatori legati ai servizi e ai militari. E parlo dell'Italia.

Roby Crea ha detto...

Però se prima non fai le tue esperienze, come fai a capire chi è ciarlatano e chi invece dice la verità? Ad esempio, la prima volta che ho letto le esperienze di Annalisa, le ho creduto subito! ^_^

Annalisa ha detto...

Ti ringrazio. Avete ragione tutti e due.
Comunque voglio precisare che non sono "ufologa", brutta la versione scritta al femminile :-) e poi non ho la vanità di effigiarmi con codesto titolo, benchè posso dire di avere una documentazione abbastanza ampia della materia ufogica.
Semplice ricercatrice sono.
E poi sono una che ha avuto contatti con esseri alieni, come accade ad altre persone.
Questo blog l'ho creato apposta per poter rendere pubbliche liberamente al prossimo le mie esperienze, senza pretendere di essere creduta (a cui giustamente ci ho unito il mio contributo a far circolare l'informazione sulla realtà aliena). Ciò che ho vissuto mi appartiene completamente e il credere o meno a ciò che ho vissuto è faccenda personale della coscienza del singolo individuo. Non mia.
Ciao.

Stiv GAVRILOVIC ha detto...

Semplice Roby non hai bisogno di esperienze, è un dato di fatto che noi non possiamo dimostrare scientificamente che gli alieni esistano....
Mi ripeto, se gli alieni esistessero e fossero portatori di luce, allora avrebbero già risistemato tutto quello che abbiamo sfasciato, semplice..
Se invece fossimo frutto di un'ibridazione, allora li mi preoccuperei.... noi, quando alleviamo bestiame e li confiniamo in un recito, secondo te a quale scopo serviranno gli stessi?? Immagina se anche loro, creandoci avessero fatto qualche piccolo calcolo errato e quando ritorneranno per vedere a che punto siamo e a che cosa potremmo servire, scoprissero che siamo andati molto avanti (soprattutto negli ultimi 50 anni) cosa farebbero secondo te??
noi mediamente viviamo 75 anni un gatto 15 e loro forse anche 3600 anni, non ti sembra che vi sia qualcosa che non torna?? Lascio a voi le deduzioni, ma ripeto sarebbe bello sapere che i nostri vicini galattici fossero esseri positivi, ma sarebbero capaci di concepire ciò che e bene e ciò che è male per il nostro stato di coscienza??

Annalisa ha detto...

No, invece le esperienze contano eccome, attraverso esse si cresce e si impara.
Ad esempio se ti capita di avere un avvistamento o un contatto per te non costituirebbe la prova che esistono? non credi che ti cambierebbe la vita?
Poi c'è pure gente che non ha mai visto niente ma dentro se già sa, è cosa normalissima credere nella loro esistenza e che sono tra noi.
Poco importa se "scientificamente" non lo si può dimostrare questo è il solito sporco giochetto del Sistema, del CICAP, dei disinformatori e debunker etc, etc... penso saprai che la NASA sa molto bene che esistono gli alieni e gli UFO ma fa il doppio gioco? come pure i governi? e a noi poi ci dicono che non si può dimostrare "scientificamente" la loro esistenza e che quindi non esistono, non c'è prova (sic), e che al massimo gli alieni non sono altro che microbi e funghi della Luna o Marte, ma stiamo scherzando?
Fior di prove ne abbiamo a bizzeffe se guardiamo la casistica.

Poi va pure benissimo che alla logica e alle idee di ogniuno non c'è limite.

Stiv GAVRILOVIC ha detto...

Annalisa, condivido le tue esperienze personali, ma sta di fatto che la nostra umanità ha fatto passi da gigante, sia in campo tecnologico che in campo di clonazione, gli UFO che ogni tanto vediamo potrebbero essere anche macchine sperimentali e i contatti con esseri, che noi definiamo di altri mondi potrebbero essere frutto di ingegneria genetica fatta in casa nostra.
Nell'antichità, potrebbe essere accaduto che una civiltà avanzata, abbia fatto tappa nel nostro mondo e abbia deciso di darci una spinta nell'evoluzione, ma il motivo noi di certo non lo conosciamo, magari solo chi è al potere, forse lo sa....Basti vedere o percepire ciò che accade ogni giorno per rendersi conto di che cosa siamo... Pare ovvio che se la terra fosse solo stata abitata dagli animali non si troverebbe nelle condizioni che si trova tutt'ora, per tanto lo si capisce che gli estranei siamo noi, ma la domanda che continua a girare è sempre la stessa, qulìè lo scopo della nostra creazione??

Anonimo ha detto...

Annalisa, porto queste tue parole: "Eh sì, purtroppo l'ambiente dell'ufologia è come tutti gli altri. C'è il meglio e il peggio. Per non parlare di alcuni ufologi/ricercatori legati ai servizi e ai militari. E parlo dell'Italia".

Si possono fare nomi o no?
Con queste affermazioni la mia curiosità cresce... :)
Un abbraccio.

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