29 giugno 2010

INTERVISTA ESCLUSIVA CON IL DOTTOR MICHAEL WOLF

“LA VERITA' E' UNA MENZOGNA ANCORA DA SVELARE"

Abbiamo verificato la veridicità delle lauree e dei dottorati che costituiscono il curriculum di questo neurologo, autore dello straordinario Catchers of Heaven. Un personaggio la cui umanità trascende i compiti governativi da lui svolti per anni.

di Paola Harris

Incontrare Michael Wolf - per me ed Adriano Forgione - è stato un grande onore. Con questo scienziato, che ha lavorato per il National Security Council e la CIA nell’ambito di un incredibile programma di interazione tra alieni e governo, abbiamo stabilito un rapporto che cercheremo di valorizzare attraverso il nostro lavoro, divulgando, quanto più fedelmente possibile, le informazioni che il dottor Wolf vorrà continuare a fornirci.


Occhi neri e penetranti

Dopo tanti contatti telefonici, nell’agosto dello scorso anno, da Denver, Colorado, prendiamo un volo per il Connecticut, dove Michael Wolf risiede da diversi anni. Giunti alla porta della sua abitazione, con Adriano ci guardiamo per un attimo negli occhi, trepidanti, sappiamo che trascorreremo con Wolf alcune ore, compatibilmente con le sue precarie condizioni di salute (è diabetico e possiede una chimica ematica davvero inusuale: colesterolo 933, trigliceridi 3769). Ci accoglie con una cortesia tutta particolare. È un uomo alto, sul metro e 84 cm., dai lineamenti molto fini, la pelle diafana.

I suoi occhi profondi, di un nero brillante, sembrano non avere pupilla e, impossibile non fissarli, entri in uno stato d’animo di soggezione. Hai l’impressione di trovarti davanti ad un essere ibrido, anche se il termine che trovo più adatto è mesoalieno. Michael indossa un camice medico, tipo quelli che vediamo nella serie ER. Così è a suo agio, anche per ragioni d’abitudine, dato che è davvero un dottore, un neurologo, a dire il vero. Rimango impressionata dal numero di enciclopedie mediche, microscopi elettronici, computers, provette di vetro, oscilloscopi e altri strumenti sparsi ovunque nella sua casa.

Su due pareti spiccano i suoi master e le sue lauree (tra cui una in neurologia) e diversi dottorati in fisica teoretica, Computer Intelligence, Legge, Effetti dei campi elettromagnetici sull’organismo e Biogenetica. Il problema è che Wolf ha conseguito diversi di questi dottorati nell’ambito di programmi-ombra governativi (Black Operations), e le università coinvolte hanno provveduto a far sparire il suo nome dai loro registri. Nonostante ciò, Wolf resta un insigne membro della Science Academy of New York, ed è stato membro dell’American Association for the Advancement of Sciences (AAAS) per diversi anni. Inoltre ha prestato servizio nell’Aeronautica militare come pilota, con il grado di colonnello, svolgendo contemporaneamente le attività di flying doctor e di ufficiale del controspionaggio.

Dentro il Majestic12

Il suo curriculum include il servizio prestato quale consulente scientifico presidenziale durante varie amministrazioni (inclusa quella di Clinton, la cui lettera di ringraziamento a Wolf è appesa al muro) e, in qualità di consulente del NSC per il problema extraterrestre è stato membro (come MJ-7) del Gruppo segreto noto come Majestic 12 (MJ-12), per il quale ha diretto la principale sezione di ricerca: l’Alphacom Team. Michael Wolf, nonostante il suo passato e la sua preparazione è una persona alla mano, dotata di grande senso dell’umorismo.

A volte il suo modo di ragionare eclettico può disorientare, e forse per questo motivo alcuni miei colleghi giornalisti lo hanno definito “Matto come una volpe��?, come cita testualmente Wolf con un sorriso accattivante. A dispetto delle sue gravi malattie ha la mente incredibilmente lucida, e il suo spirito è forte come quello del lupo di cui porta il nome.

Richard Boylan, suo vecchio amico e principale biografo concorda: “il Dott. Wolf è un filosofo capace di saltare da un argomento all’altro alla velocità di una mitragliatrice, interponendo la sua particolare filosofia spirituale con le basilari verità espresse da Islamismo, Cristianesimo, Giudaismo e spiritualità nativo-americana. Wolf ha ripetuto spesso sia a me che a Boylan che il suo Koan personale è la frase: “la verità è una menzogna ancora da svelare(per il Buddismo Zen il Koan è una frase-chiave il cui studio porta all’illuminazione).

Lento rilascio di informazioni

Mentre Wolf ci fa accomodare nel soggiorno arredato con mobili in legno degli anni Settanta, gli chiedo quale sia la verità sugli UFO. “È tutto scritto nel mio libro��? dice, riferendosi a Catchers of Heaven e spiegandoci che gli è stato permesso di scriverlo a condizione che venisse etichettato come fantascienza. La parte responsabile del governo (definizione di Wolf) vuole che queste informazioni siano diffuse, per abituare la popolazione all’argomento e rendere così meno traumatico il futuro contatto. Invece, la parte ombra del governo censura tutte le informazioni, perché teme il crollo delle maggiori istituzioni della Terra e dei loro imperi finanziari.

Wolf definisce questo gruppo ombra Cabal, un’associazione formata da militari di vecchio stampo, un tempo responsabili del programma Guerre Stellari. Così, definendo fantascienza il libro Catchers of Heaven, Wolf ha ottenuto quella che il governo chiama negabilità ufficiale. “Leggi tra le righe��? invita a fare al suo lettore. Il libro è basato su fatti autentici, la menzogna si sta lentamente svelando. Mentre parla, ho modo di riflettere su un punto importante: Wolf si rifiuta sistematicamente di concedere interviste, ma ha fatto un’eccezione nel nostro caso, come, mi sembra, abbia fatto per James Courant e Michael Hesemann.

Mi prende un sospetto, che anche noi si faccia parte, inconsapevolmente, del famoso programma di lento rilascio di informazioni. “Certamente��?, risponde Wolf sorridendo, mostrando ad Adriano Forgione alcuni documenti ufficiali del governo, finora solo parzialmente declassificati, fra cui quelli inerenti il Project Aquarius. (Menzionati su Notiziario UFO n. 21, N.d.R.).

Criteri di giudizio

Ho sviluppato un certo criterio di giudizio sulle persone che intervisto, anche grazie al mio rapporto di lavoro con Philip Corso. Se anche solo una parte delle apparentemente incredibili rivelazioni di queste persone fosse comprovabile, allora probabilmente stanno dicendo la verità anche su tutto il resto. Nella mia prima intervista di maggio (telefonica, N.d.R.), il dottor Wolf mi parlò di quando lavorò con Federico Fellini come comparsa nel film 8 e 1/2, e che a quei tempi abitava allo Sporting Hotel, che esiste tuttora, nell’elegante quartiere Parioli di Roma. Come accadeva con Corso, anche Michael Wolf era in grado di ricordare i nomi di tutti i portieri degli alberghi in cui era stato, e di gran parte dei suoi amici di Roma. La prima cosa che ho notato, appese alle pareti muri del suo soggiorno, sono state foto sbiadite di Fellini, Claudia Cardinale e Marcello Mastroianni.

Tra loro c’era una comparsa, un bel ragazzo dai capelli corvini, che i tecnici di studio avevano avvolto in un lenzuolo bianco, dai tratti somatici inconfondibili, è un Wolf molto più giovane. Per determinare la credibilità di una persona è utile un altro criterio: la precisione dei dettagli. L’ho imparato da mio padre, che nel ‘43 era ufficiale di cavalleria per le armate di Mussolini, e devo averlo recepito ascoltando i racconti di guerra di Philip Corso almeno venti volte, e il colonnello non ha mai modificato un dettaglio, sembrava anzi rivivere l’evento mentre lo narrava.

Anche Wolf non cambia una virgola, pur incalzato dalle stesse domande. Ho più di 20 registrazioni delle nostre conversazioni telefoniche ed è chiaro che, per quanto riguarda la ricostruzione degli eventi legati alle sue esperienze, Wolf è puntiglioso e reagisce ai miei eventuali errori o imprecisioni, si irrita e mi corregge, come quando ho scritto che lavorava nella struttura S-4 di Indian Lakes invece che di Indian Springs (una sezione dell’Area 51, N.d.R.). Usa una precisa terminologia scientifica, che auspica comprensibile e, aggiungo io, lo sia sul piano culturale.

Ama soffermarsi sul pittore Amedeo Modigliani, del quale ha imitato lo stile in alcuni dipinti da lui realizzati. Wolf presume che il suo interlocutore, o il lettore, possa comprendere la sua logica, cosa invece difficile, visto che il suo QI (quoziente intellettivo) supera 200: ecco il problema con quelli che definirei “mesoalieni��?, è gente evolutissima sul piano tecnologico e spirituale - ibridi, se si vuole - che probabilmente pensano erroneamente che noi umani si sia allo stesso loro livello di comunicazione, per aiutarci a risolvere il mistero dei nostri contatti intergalattici/ interdimensionali, le nostre radici, forse anche la nostra stessa storia.

Wolf spiega che la sua capacità di interagire con gli extraterrestri per conto del governo americano, gli ha consentito di apprenderne i principi vitali: gli alieni non posseggono una dualità, prendono le cose alla lettera, non inquinano le acque, come fa il governo.

Come persona, Wolf emana una intensa sensibilità, che si riflette emozionalmente sulle persone che lo avvicinano... come scienziato, studia tanto i segreti degli atomi e delle particelle quanto quelli delle galassie, e vede ogni cosa come connessa all’altra, quale manifestazione di una Fonte Creatrice Suprema. Inoltre ci ricorda che non si sarebbe mai dovuta verificare la frattura tra scienza e spiritualità, una dicotomia profonda che ora separa il mondo fisico e quello metafisico. Noi esseri umani dobbiamo comporre questa frattura interiore, abbandonando l’idea di una tecnologia fine a se stessa ed entrando nella dimensione di una crescita spirituale, come suggerito da tempo immemore dagli indiani Hopi.

Per quanto inusuale, di certo non sorprende che il dottor Wolf sia stato invitato come relatore alla Star Knowledge Conference organizzata dai Nativi Americani a Sedona lo scorso novembre, alla quale purtroppo non ha potuto partecipare per motivi di salute. Per quanto gravemente ammalato, appoggia continuamente iniziative a tutela dell’infanzia, dell’ecologia e delle minoranze etniche, mentre il governo (per il quale ha lavorato anni) non lo aiuta in alcuna maniera. Wolf adora i delfini e li definisce le creature più vicine alle forme di vita aliena conosciute come Grigi.

Hanno un’intelligenza simbiotica con l’ambiente che li circonda e “dovremmo imparare di più da loro - afferma - non sono semplici animali. Una volta, parlando con Richard Boylan (suo buon amico), gli ho espresso certe mie perplessità: Michael continuava a sentirsi leale verso il proprio Paese, nonostante lo avesse sfruttato e abbandonato. Come potevano convivere in lui l’attaccamento verso lo Stato e la voglia di costruire un futuro migliore? “ Michael Wolf non vede contraddizioni intellettuali in questo - ha risposto Boylan - è bravissimo nello scavalcare difficili linee di confine. Ed io sono pienamente d’accordo con lui.

Questo, un breve commento di Richard Boylan:

Forse la rivelazione più inquietante di Wolf è che all’interno del cover-up sugli UFO c’è un’organizzazione occulta e apostata, nota come “Cabal. La descrive come “una ben orchestrata banda di cospiratori… sovraccarica di militari, e condotti da un (Sottosegretario della Marina): “La paranoica Cabal lavora contro, e minaccia deliberatamente, gli obiettivi dei negoziati pacifici con i visitatori alieni. Cabal usa le armi di Guerre Stellari per abbattere velivoli alieni e sopraffare gli ET con il potere militare.

Wolf conclude dichiarando, “In tutta la mia carriera di scienziato, non fui mai preparato ai nostri visitatori. Dobbiamo comprendere la complessità delle varie forze impegnate in questo pianeta, e perché no, su altri. Non dimentichiamo la multidimensionalità e le distorsioni spazio-temporali; dobbiamo riconquistare la spiritualità. Sento l’obbligo di dichiarare che la spiritualità si sta rafforzando su questo pianeta, questo Sol Tre. Ma anche il male. Abbiamo il potere di sanzionare qualsiasi cosa sia… per il bene dell’umanità.
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