4 gennaio 2012

NEL 2012 TORNA IL LIBRO-CULT "THE CATCHERS OF HEAVEN" DI MICHAEL WOLF

Da oltre dieci anni ricevo richieste di informazioni concernenti il dottor Michael Wolf, personaggio fra i più affascinanti ed enigmatici di una specifica zona d’ombra dell’Ufologia, quella degli “insiders”, o rivelatori, o “gole profonde”. Si tratta di pochi ex militari ed ex agenti dei servizi di Intelligence statunitensi che, soprattutto negli anni Novanta, hanno divulgato informazioni rompendo i vincoli di segretezza ai quali avrebbero dovuto attenersi sino alla fine dei loro giorni. Il dottor Michael Wolf lo ha fatto sia di persona, attraverso incontri con numerose persone che lo hanno potuto avvicinare, sia mediante la scrittura, nel suo unico libro “The Catchers of Heaven – A Trilogy”. Nel 1999 il libro uscì in Italia con il titolo di “Afferrando il Cielo”, nella sola edizione mondiale in lingua diversa dall’Inglese. A oggi, “The Catchers of Heaven”, stampato in pochissime copie, è introvabile e chi lo voglia leggere deve affidarsi alla fortuna per reperirlo ed essere disposto a spendere cifre mirabolanti per acquistarlo. La prima edizione del libro da me curata dodici anni orsono, pur rispettando i contenuti originali, riesce appena a sfiorare i vertici della prosa catartica di Wolf. L’inarrestabile flusso dei suoi pensieri, le emozioni che scaturiscono da immagini che si sovrappongono alle immagini contorcendosi e distendendosi in una prosa quasi joyciana, le pennellate impressioniste della sua parola lo avvicinano a un Van Gogh della moderna letteratura Americana, senza che il parallelo voglia suonare blasfemo. Ogni pagina mostra l’uomo nel suo dramma di mediatore, fra quanto non è dato dire e quanto mediante la “narrazione” è possibile comunicare. Una Trilogia, così l’aveva definita, che scandisce liricamente il ritmo stravolto della sua vita, quasi fino alla morte, che lo ha colto a soli 58 anni, il 18 Settembre 2000. Secondo molti ufologi tradizionalisti Wolf è stato solo un gigantesco bluff, al più, un folle, al quale non va dato il minimo credito. Per me invece, Wolf incarna la pura essenza dell’Uomo Nuovo, nella sua dimensionale spirituale, fra follia lucida, bruciante pentimento e amore incondizionato per tutti noi. E molti lo sentono risuonare nel loro cuore, ancora oggi.

È quindi molto emozionante per me poter annunciare che la seconda edizione italiana di “The Catchers of Heaven”, riveduta e corretta, è in preparazione e sarà data alle stampe nei primi mesi del 2012.

Di seguito, come introduzione all’opera di Michael Wolf, presento alcuni stralci dalla Prefazione di “Afferrando il Cielo” scritta dallo stesso Autore, già rivisti nella nuova traduzione sulla quale sto lavorando.

Maurizio Baiata, 5 Novembre 2011


DrWolf@1998

Il dottor Michael Wolf (foto: Paola Harris)



Più do, più genero

o

note di uno scrittore che risiede a Sol Tre,

o Sol Sette, a seconda di quale

via stiate percorrendo per entrare nel sistema solare.

Cosa succede alla visione creativa del panorama di un uomo? Per la maggior parte essa è rinchiusa in un armadio di paura, o imbarazzo, o biasimi legali, o modestia. Per comunicare con gli altri ci insegnano ad abbandonare quanto ci è più caro e più importante! L’uomo non è stato creato con uno stampo per dolci, eppure, la “deviazione” da un ipotetico modo di pensare o di essere “normale” è fiutata come una volpe terrorizzata in fuga.

Quindi, come può dire la verità l’uomo che urla? Scrive “fiction”. Per fortuna, nella gerarchia arbitraria dell’uomo c’è posto per lo scrittore folle. Dunque, salve amici, io sono l’uomo che urla. Io sono lo scrittore folle. Io sono lo scrittore che risiede a Sol Tre, o Sol Sette, dipende da quale via stiate percorrendo per entrare nel sistema solare. Questa è la mia “fiction”. (Con chi scrive e con te, il lettore, che leggi, conieremo forse una nuova definizione di romanzo!)

Quindi, questa trilogia è “fiction”. Sebbene sia “fiction”, generosamente condita con scienza, ho qualcos’altro di reale da dire e molte persone reali da ringraziare per avermi visto passare attraverso questa penosa massa di lavoro. Forse penosa non è il termine adatto: ci sono poche parole che spiegano pienamente le molte realtà e dimensioni – alcune chiaramente percettibili, altre meno – che, per quanto sentite e sperimentate quasi universalmente, si rifiutano nettamente di adattarsi al dogma di quanto ci è stato così bene insegnato ad accettare o a rifiutare.

Considerate le percezioni del tempo e i suoi molteplici aspetti, essenze, sapori; e, naturalmente, le complessità di immensità composite, multiple e in qualche modo, mescolate, largamente distanti da quelle a cui sembriamo preparati a riconoscere, largamente distanti da quei concetti accettati che affermano e sanzionano i nostri strani sistemi di fede, i nostri paradigmi, i nostri parametri singolarmente ristretti.

Io spererei… SPERARE? Veramente no. Desidererei un desiderio che mi facesse ignorare i desideri. Cinque decadi e mezza sembrano un’eternità se uno è così terribilmente stanco della sua vita, nel suo cuore e nella Dimora della sua Anima. Per me la parola stanco significa rattristarmi in modo oppressivo; in un certo qual modo la vita diventa territorio desolato quando il tuo cuore è indebolito da tragiche perdite e tu scopri, con immenso stupore, che il pianeta su cui stai non è la tua casa.

The Catchers of Heaven: Una Trilogia, ah, che posso dire? Forse solo quello che devo. Suppongo di iniziare con la mia prima esperienza di missing-time e l’avvio della mia ricerca della “Terapia d’Accesso ”…

The Catchers of Heaven: Una Trilogia, non è un titolo lungo per tre volumi di storia dell’umanità e il suo posto nell’universo; una storia del tempo nell’universo; le leggi naturali e le forze dell’universo; una discussione contro la teoria della creazione dell’universo del Big Bang; e una discussione per una nuova Grande Teoria Unificata (GUT) di ogni cosa nell’universo.

L’opera descrive i vicini nell’universo venuti a visitare l’uomo, i più vicini trovandosi a trenta, trentadue anni luce di distanza; e perché alcuni di loro abbiano scelto di venire su questo pianeta (gli interessati, i coinvolti, e i semplici turisti di passaggio).

Questo è un tentativo di gettare luce sull’equazione umana, cosa significa perdere una moglie e un figlio amati; e alla fine, qual è la risposta alla vita?

… Quel poco che posso fornire al lettore come mio background biografico, ovviamente esclude il lavoro “classificato” per il governo degli Stati Uniti d’America, il Dipartimento della Difesa, il DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). Ho dovuto mantenere un profilo molto basso nella mia vita professionale; avendo partecipato a “Black Programs” (vedi sotto) per il governo USA ed essendo uscito dai ranghi con il National Security Act (NSA), si giustifica la prudenza, per la mia stessa sicurezza, finché risiedo sul pianeta Terra. Quanto affermo e scrivo impone l’uso di uno pseudonimo. Amo il mio paese, e mi sono ritrovato a difendere certe agenzie, specialmente quando sembrava che non potessero difendersi in base ad alcun diritto etico. Qualche volta il perdente ha bisogno di aiuto, semplicemente perché è il perdente. Forse, potrei ritrovarmi nel “mirino” del governo o vedermi comminare “Non più di dieci anni in prigione e non più di diecimila dollari di multa”, perché non siamo in stato di guerra.

E non chiedetemi cos’è uno stato di guerra: uno stato di guerra esiste ogni minuto di ogni giorno dell’esistenza umana, di realtà umana, e di non-realtà umana. Comunque sia, è guerra, guerra e ancora guerra: pianificare, eseguire, permettere, e attaccare. Spero che questo libro metta un po’ di cose in prospettiva, e rimuova alcune cose necessarie da un assurdo punto di vista. Anche come fiction totale, prontamente e liberamente cosparsa di scienza, io non definirei questa propriamente “fantascienza”. Quelli che sanno, sapranno…

Michael Wolf

Tratto dalla prefazione di “The Catchers of Heaven”, original copyright 1993, © Michael Wolf – edizione italiana a cura di Maurizio Baiata

fonte: www.maurizio baiata.net


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