4 giugno 2014

BIGFOOT ESSERI PSICHICI - PAOLA HARRIS INTERVISTA "KEWUAUNEE" JACK LAPSERITIS

Intervista con "Kewuaunee"Jack Lapseritis. Se incontri uno Sasquatch digli mentalmente: "Non so chi sei, ma non ti farò del male"!

Il ponte fra creature diverse che popolano questo pianeta non si può attraversare, lo prova il cover-up applicato anche alle informazioni sul Sasquatch... Come dimostra questa mia recente intervista all'autore di "The Psychic Sasquatch and their ET connection".

Paola: Quando hai cominciato la tua ricerca sul fenomeno Bigfoot? Prima di occupartene ti interessavi agli UFO?

Jack: Preferisco essere chiamato con il mio nome da nativo americano, "Kewuaunee". Ad essere sincero, UFO e fenomeni insoliti mi interessano da sempre, ma stranamente ho cominciato a interessarmi al "Bigfoot" cinquant'anni fa, ero un dodicenne che scriveva a diverse università e a diverse persone. Ad esempio, scrivevo ad Harrison Hot Springs British Columbia, all'attenzione del direttore dell'ufficio postale. Però, a dieci anni, stiamo parlando degli anni '50, m'interessavo agli UFO. Non so perchè. Le informazioni disponibili erano poche. Quando per la prima volta sentii parlare del Bigfoot avevo dodici anni.

Paola: So che hai fatto parte dell'esercito e hai viaggiato molto, oltre ad aver frequentato il college e aver conseguito quattro lauree, prevalentemente in antropologia.

Jack: Sì, ho fatto parte della United States Army Security e ho viaggiato molto.

Paola: E dove sei cresciuto?

Jack: Un pò nel Massachusetts occidentale, un pò nel Vermont. Avevamo una grande casa in entrambi gli stati. Ho cominciato la mia ricerca sul Bigfoot nel 1956 a Greenfield, Massachusetts. Mio padre era cacciatore e pescatore e sulla STAG Magazine avevano pubblicato un articolo che parlava del Sasquatch. Fu allora che scrissi alla Reuters University e a molte altre località soprattutto in Canada, indirizzando le lettere al direttore degli uffici postali di ogni città. Sapevo che i direttori delle poste lavoravano per il governo, a quel tempo, e mi avrebbero risposto. Spedivo l'articolo sul Bigfoot e loro mi scrivevano ciò che pensavano del fenomeno. In seguito, durante i miei viaggi in tutto il mondo, in Inghilterra, Africa orientale, Giappone, Australia, coltivai questo interesse. Feci uno studio antropologico tra gli Indiani Takuna di Bogotà, Colombia. Mia madre per cinque anni mi spedì informazioni e riviste mentre ero all'estero.


Paola: All'epoca esisteva solo quella famosa fotografia del Bigfoot tratta dal filmato, giusto?

Jack: Sì. Il filmato di Roger Patterson era stato realizzato il 7 Ottobre 1967. All'epoca vivevo in Etiopia. Il film era stato analizzato più e più volte e gli scienziati dello Smithsonian Museum, dopo solo una occhiata lo avevano bollato come falso. Ma oggi persino un profano potrebbe distinguere i muscoli ripartiti uniformemente nel corpo, nelle gambe, sulle scapole. Altri scienziati questo lo hanno notato. Poi il filmato venne portato in Russia e analizzato per sei anni da antropologi, che lo vagliarono sequenza per sequenza, esattamente come dovrebbero fare gli scienziati. Non è una vergogna che gli esperti degli Stati Uniti non fecero assolutamente niente? Perchè non fecero la stessa cosa?

Paola: Per lo stesso motivo per cui non fanno niente per gli UFO, il paranormale e l'ESP. Non rientrano nella nostra cultura e vengono rifiutati.

Jack: E' assurdo, Se ricordi, la scorsa settimana nel programma televisivo "60 Minuti" (Agosto 2006), hanno parlato delle dimissioni di uno scienziato governativo, perchè il governo Bush rifiuta di ammettere il "riscaldamento globale". Volevano che si dicesse che non è vero. C'è una enorme quantità di prove a sostegno, ma George Bush e suo padre hanno investimenti nel combustibile fossile e continuano a negare la realtà. Di conseguenza penso che alcuni scienziati vengano minacciati di non divulgare informazioni sul Bigfoot.

Paola: Nel mio prossimo libro parlo dei protocolli di contatto futuro con gli extraterrestri. Il Bigfoot appartiene a una realtà dimensionale di cui abbiamo avvistamenti in tutto il pianeta. Puoi darmi tre suggerimenti su come la gente dovrebbe comportarsi se si dovesse incontrare uno Sasquatch nei boschi? Vale a dire una sorta di protocollo, cosa si aspettano che facciano gli umani.

Jack: La cosa più importante è non essere assolutamente aggressivi. Se hai un'arma, deponila. Se la tieni nella fondina, estraila e mettila giù. Fai in modo che lui lo veda. Lui sa cosa significa. Se stai pensando di averne bisogno per proteggerti, considera che possono correre a una velocità di 70 miglia orarie. Possono afferrarti e scaraventare in aria un'automobile con una mano. Sono incredibilmente forti ma non attaccano le persone. Non siate aggressivi, nemmeno col pensiero. Nel 1981 intervistai tre persone di 19, 20, 22 anni. Dissero, "Non capiamo. Era uno Sasquatch di due metri e dieci. Ci rifugiammo in una baita. Picchiò le porte. Ruppe la finestra del retro". Dissero che stava per ucciderli. Io spiegai invece che non l'avrebbe fatto. Risposero che li aveva attaccati, ma battere alle porte non significa attaccare, e domandai loro quali fossero stati i loro pensieri. Uno dei giovani rispose: "Se avessi avuto una pistola gli avrei sparato!" Bene, stavano proiettando i loro pensieri, lui può leggerli.

Paola: Quelle persone non ne erano consapevoli.

Jack: Esatto. Senza volerlo, stavano proiettando tutti i loro pensieri negativi.

Paola: Il Sasquatch non sa che noi non usiamo la telepatia su questo pianeta?

Jack: Certo, ma questo non va forse a loro vantaggio? Trasmettiamo loro pensieri amichevoli come "Non so tu chi sia, ma che Dio ti benedica". Non ti faremo del male". Pensatelo, lui lo saprà.

Paola: Vi è una interazione tra te e questi esseri?

Jack: Sì, ho lasciato loro dei cristalli.

Paola: E poi?

Jack: In cambio mi lasciano roccie o erbe. Sono un erborista. A volte mi lasciano delle piante e mi spiegano telepaticamente a cosa servono. Abito in un rifugio da anni. Se lascio loro del cibo, in cambio trovo qualcos'altro. La mia baita si trova in una zona selvaggia, non c'è nessuno.


Paola: Hai detto di aver visto tre tipi di Bigfoot. Quali sono?

Jack: Ho visto il tipo simile alla scimmia, chiamato Sasquatch e quelli che noi chiamiamo "Gli Antichi", con molto meno peli sul viso. Ho visto degli ET con loro. Piccoli. Ne ho visto uno in particolare con la forma degli occhi obliqua e con indosso una tuta spaziale. Ho visto quelli provenienti dalle Pleiadi, simili a noi ma più alti. La donna era alta circa 6'3'' (1 metro e novanta) e i due uomini 6'4'' e 6'6'' (sino a sfiorare i due metri). Si proiettarono giù nel bel mezzo del salotto di un amico e rimasero lì. Indossavano una tuta.
Nel Gennaio del 1991 apparve un Katchinas (spiriti divini, secondo la tradizione Hopi. N.d.R.) di oltre un metro e novanta, davanti al mio letto a Sedona, in Arizona. Mi trovavo nell'abitazione di una sciamana indiana. Appena spensi le luci, apparvero. Si poteva sentire il fruscio delle loro piume e i campanelli alle caviglie. Mi parlarono della mia vita per quasi un'ora. Sono sostanzialmente extraterrestri e fanno parte della tradizione Hopi. Grazie a loro compresi cosa fosse l'amore incondizionato e l'importanza di non giudicare. Questo ha cambiato letteralmente la mia vita.

Paola: Infine, sapremo mai la verità sul Sasquatch, si paleseranno mai? Il numero di persone che li incontreranno aumenterà di volta in volta?

Jack: Se ne vedono sempre di più a causa della progressiva distruzione delle foreste. La mia sensazione è che se attorno al 2012 vi sarà una purificazione del pianeta, con terremoti ed epidemie e la perdita di molti miliardi di vite umane, allora si faranno avanti per aiutarci.

Paola: Quindi credi alla profezia del 2012?

Jack: Certo il calendario Maya è il più accurato del mondo, di gran lunga più accurato di quello moderno.

Paola: E loro ti hanno parlato di tempi difficili a venire?

Jack: Mi hanno detto di mettere da parte cibo, acqua, abiti caldi in diversi luoghi, in caso qualcuno li trovasse. Hanno detto che saremo al sicuro nei boschi, ma loro vivono sottoterra.


Jack Lapseritis (Kewuaunee) ha scritto uno dei più interessanti e completi libri sul Sasquatch, "The Psychic Sasquatch", che riporta molti avvistamenti in tutto il mondo. Ha un rapporto unico con il "Bigfoot" ma, in quanto antropologo, è interessato anche all'interazione umana, e nel suo libro vi si possono leggere ben 139 interviste da lui realizzate. Mi ha addirittura raccontato di aver parlato con il dr. Allen Haynek, che era affascinato da questo aspetto del fenomeno. Esistono diverse tipologie di questo essere. Gli Yeti sono bianchi e vivono nell'Himalaya; quelli simili alle scimmie, bruno-rossastri, sono stati avvistati un pò dappertutto negli Stati Uniti; e quelli che lui chiama "Gli Antichi" sono umanoidi con pochi peli e sono molto intelligenti. Alcuni esseri sono femmine che crescono i figli. La maggior parte vive sottoterra, ma escono anche da porte dimensionali e sono consapevoli dei loro vicini umani. Questi portali dimensionali producono un effetto rilucente nella foresta, descritto da alcuni testimoni. Grazie al principio della fisica quantistica di "non-località", Kewuaunee ritiene che questi esseri possono apparire ovunque, come fanno gli ET.


Kewuaunee mi ha mostrato alcuni stupefacenti filmati di un giovane Sasquatch che guarda dritto nella videocamera. Mi ha anche mostrato molte foto di questi esseri che camminano nei boschi, eretti come noi, e prendono del cibo dai giardini delle abitazioni. Ha raccolto campioni di peli e feci e ha persino diversi calchi in gesso delle impronte, e quindi esistono delle prove fisiche da studiare.

Ancor più interessante è la connessione del Bigfoot con le razze extraterrestri. Loro e noi potremmo essere delle specie geneticamente manipolate. A sostegno della loro esistenza, oggi abbiamo foto e filmati. Tutto questo deve essere studiato scientificamente perchè è realtà. Dal momento che gli avvistamenti di UFO e di Bigfoot sono spesso concomitanti, Kewuaunee ci esorta a rivedere il paradigma scientifico di ricerca, includendo le testimonianze di esperti sul Bigfoot. A mio parere, questo è un esempio perfetto dell'importanza di stabilire dei procolli pacifici per il futuro contatto. Incoraggiare un rapporto amichevole con questi esseri di animo gentile e altre specie in visita arricchirà la nostra vita.


A cura di Paola Harris

Per gentile concessione di Alberto Forgione X Publishing

Tratto da Area 51 numero 14


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