16 giugno 2014

L'ISOLA DI PASQUA E IL MISTERO DEI MOAI CHE "CAMMINAVANO" - VIDEO

I giganteschi Moai di pietra della meravigliosa Isola di Pasqua, nell'Oceano Pacifico, a tutt'oggi sono avvolti nel più completo mistero e rimangono ancora un ostico problema per gli archeologi di tutto il mondo. L'incognita di base è: come hanno fatto i loro creatori a muoverli? L'ipotesi più diffusa è che possano essere stati fatti scivolare per tutta l'isola su tronchi di legno. Ma un antropologo californiano ha ribaltato le carte e ha avanzato una ipotesi molto interessante, ossia che i Moai li hanno fatti "camminare".

Si tratta dell'antropologo Carl Lipo, ricercatore della California State University, il quale ha dimostrato fattibilmente che, tre squadre di operai possono, utilizzando una serie di corde, far "camminare" una copia di un Moai costruito dal suo team pesante quasi 5 tonnellate. Il suo studio, pubblicato qualche tempo fa sul Journal of Archaeological Science, non si limita ad studiare solo i Moai che si trovano su stabili piedistalli di pietra, ma anche quelli che erano stati abbandonati e messi lungo le strade e in procinto di essere trasferiti. E proprio questi ultimi infatti, mostrano evidenti segni di possibili cadute da una posizione eretta e mostrano anche i segni di chiari tentativi di rialzarli e rimetterli in marcia. 

Per l'antropologo nessun taglio netto di alberi da impegare nel trasporto dei pesanti busti di pietra. La tecnica avanzata da Lipo scarterebbe quindi quella che li vorrebbe in movimento su dei tronchi di legno - la classica versione usata anche per tutte le altre cosrtuzioni megalitiche del mondo.


Non tutti però sono daccordo con le tesi di Carl Lipo: poichè il terreno è ripido e in pendenza in alcune zone dell'isola si pensa che debba essere stata per forza usata la tecnica classica, che vorrebbe le statue “rotolanti” lungo le strade per mezzo di tronchi di legno. A supportare ciò, vi è una documentazione archeologica che ha mostrato come il numero di alberi sull'isola sia diminuito vertiginosamente nello stesso periodo della produzione dei Moai.


Ciò si riflette anche nell'ecosistema incontaminato che l'Isola di Pasqua presentava prima ancora che tale produzione avesse luogo. Fino a quando la distruzione, dovuta ad un eccessivo sfruttamento umano di intere foreste di palme lussureggianti, non cambiò radicalmente l'aspetto dell'isola quando i primi esploratori europei arrivarono nel 1700.

Lipo e la sua squadra, si sono impegnati al massimo e hanno cercato di effettuare più tentativi possibili al fine di provare che le statue potessero camminare. E hanno scoperto che le cave, dove le statue sono state scolpite, recano ancora i segni che provano come queste furono “pensate”, scolpite e fatte “camminare” in posizione verticale.

A sostegno che la loro ipotesi può essere provata, hanno cercato di far camminare un prototipo di statua precedentemente studiata in 3D. La copia, di circa 5 tonnellate, è stata trascinata per mezzo di corde lungo un tragitto sterrato alle Hawaii, simile per conformazione all'isola di Rapa Nui. Il modello di Moai ha “camminato” per un percorso di circa 100 metri in 40 minuti. Ciò significa che le statue dell'isola possono essere state spostate anche per percorsi più lunghi, fino ad un chilometro.


Hanno scoperto inoltre che la possibilità di far camminare le statue era data anche dal modo in cui erano state scolpite: leggermente sporte in avanti e con una base ad hoc, e grazie a quiesto i Moai erano immuni da qualsiasi caduta.

E la deforestazione dell'isola? Lipo e i colleghi sostengono che sia stata dovuta ad un altro problema, non meno importante ovvero che primi abitanti dell'isola ebbero bisogno di più spazio per coltivare patate ed altri ortaggi.

A cura di Noiegliextraterrestri

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