18 dicembre 2009

L'INCONTRO RAVVICINATO DI CECINA: PARLA IL TESTIMONE

VI RICORDATE L'INCONTRO RAVVICINATO AVVENUTO NELLA PINETA DI CECINA ALL'ALBA DEL 6 SETTEMBRE SCORSO E CHE HA VISTO TESTIMONE UN UOMO, ALBERTO? BENE, EGLI HA ORA VOLUTO RACCONTARE IN MODO PIU' DETTAGLIATO LA SUA INCREDIBILE VICENDA.

Articolo tratto da misterobufo.corriere.it di Flavio Vannetti:

"Me l'ha inviato spontaneamente, dopo aver letto i commenti al precedente post. Ecco dunque il racconto di Alberto, il protagonista dei fatti di settembre nella pineta di Cecina. Questo è anche il materiale sottoposto all'attenzione del professor Chiumiento. Ve lo giro perché possiate esprimere qualcosa di ancora più preciso.."

Quanto troverete qui sotto è un sunto di ciò che mi è capitato domenica 6 settembre 2009 in Maremma, poco prima dell'alba. Cercherò di essere sintetico, ma allo stesso tempo il più esaustivo possibile, per rendervi partecipi di quanto mi è accaduto. Mi sono trovato domenica mattina, molto presto, ad effettuare una sessione di jogging. Erano le 5.30 ed ero nella pineta di Cecina. In quel weekend mi trovavo insieme ad un paio di amici nel campeggio limitrofo. Non potevo però rinunciare a prepararmi al meglio per gli imminenti impegni podistici programmati. I fattori ambientali sembravano essere avversi poiché era ancora buio (l’unica luce che permetteva di procedere derivava da una generosa luna piena) e tirava un vento molto forte; tuttavia l’aria pura del posto e l’ampia strada sterrata praticabile che si estende per l’intera lunghezza della pineta rendevano comunque piacevole l’allenamento.



Tutto andava per il meglio, finché all’improvviso la concentrazione e la quiete interiore raggiunte tramite il benevolo influsso della natura circostante sono state all’improvviso spezzate da qualcosa di anomalo: mi sono reso conto che di fronte a me (potevano essere 40 metri di distanza) erano presenti delle luci strane poste ad una determinata altezza intorno ai 2 metri. In un primo momento avevo pensato si potesse trattare di lampioni collocati lungo un’eventuale stradina trasversale che portava dalla spiaggia alla strada litoranea al di fuori della pineta. Ma qualcosa comunque non quadrava. Nel giro di qualche secondo ho bruscamente interrotto la corsa e una volta fermatomi ad osservare meglio ho potuto notare con grande stupore qualcosa di molto simile a 2 occhi verdi fosforescenti circolari, che procedevano lentamente uno di fianco all’altro e alla stessa altezza. Pareva fossero solidali ad unico oggetto/corpo, avvicinandosi verso di me secondo una traiettoria rettilinea. Appositamente mi ero fermato per meglio capire se ero io ad avvicinarmi alle fonti luminose o se erano queste ad essere dotate di un moto proprio relativo nei miei confronti. Abbastanza sorpreso dall’insolito fenomeno e denotando in sottofondo un forte brusio di accompagnamento simile a quello che può essere generato da un campo elettrico, tipico per esempio dei cavidotti ad alto voltaggio, ho preferito non approfondire ulteriormente la natura del fenomeno. Girandomi nella direzione opposta, ho cominciato a correre con un ritmo sostenuto.Voltandomi ogni tanto all’indietro potevo notare come le due fonti luminose fossero man mano sempre più lontane: nel giro di 5 minuti erano ormai scomparse alle mie spalle.



Percorsi all’incirca un paio di km o poco più dal punto dell’avvistamento, e sulla strada per tornare al centro abitato di Marina di Cecina dal quale provenivo, mi sono visto ad un certo punto, sempre di fronte a me, gli stessi occhi (o perlomeno della stessa tipologia di quelli avvistati in precedenza) che si stavano avvicinando con la medesima modalità. Non sapendo che fare ed abbastanza agitato dalla situazione, ho imboccato di corsa un sentiero trasversale a quello principale per poter così raggiungere la spiaggia, dal momento che in pieno campo aperto, e in presenza della prima luce del mattino, pensavo chetutto sarebbe stato più chiaro e delineato ai miei occhi; tuttavia non aveva ancora completamente albeggiato e la luce era ancora abbastanza debole. Per mia grande curiosità, quasi arrivato all’ingresso della spiaggia ho voluto comunque voltarmi a osservare il punto di incrocio tra il sentiero appena percorso e quello principale per vedere il passaggio di ciò che costituiva la fonte delle due sorgenti luminose: ho notato in realtà dei bagliori giallo-rossastri soffusi simili a quelli derivanti dalle luci di posizione di un auto. Vedendo svanire verso l’alto in mezzo agli alberi queste strane luci come se fossero dei fuochi fatui, ho intrapreso finalmente e senza più voltarmi il cammino in campo aperto sulla battigia, in riva al mare, continuando a correre sempre in direzione di Marina di Cecina. Sentendomi ormai al sicuro all’aperto e comunque affascinato da un lato dalla luna piena che ancora si specchiava sul mare e dall’altro lato dal sorgere del sole che stava per spuntare sopra le chiome dei pini, ho fatto una pausa per scattare un paio di foto col mio cellulare (Nokia 95 munito di fotocamera digitale con 5 Mpixel di risoluzione massima) che tenevo in una borsa tascabile. Constatavo inoltre che si erano ormai fatte le 6.20 .Ripreso di nuovo a correre in direzione di Cecina centro, ho percorso un breve tratto finché non mi sono imbattuto in due persone che si bagnavano a riva. Quest’immagine di vita quotidiana “marinara” di semplici persone intente a rinfrescarsi sembrava essere del tutto naturale, se non fosse stato che particolari elementi in quelle due figure avevano determinato di nuovo un brusco arresto della mia corsa. Inizialmente pervaso dal conforto di esser finalmente in compagnia, sono stato negli attimi successivi preso da uno stato d’animo opposto di angoscia e sgomento notando a circa 35-40 metri di distanza le loro fattezze: queste creature, una volta finito di sciacquarsi e di rinfrescarsi le braccia, il petto e il tronco standosene come rannicchiati sulle gambe, comunque tenendo a bagno solo i piedi o poco più della parte inferiore della gamba, si sono poi alzate in piedi procedendo dalla riva verso la sabbia asciutta. Per prima cosa ho potuto notare come la loro statura e le loro proporzioni corporee fossero molto simili a quelle di bambini in un età stimata tra i 5 e 7 anni. Ma non si trattava di normali bambini; la luce del sole, seppur ancora pallida, si rifletteva sulle loro spalle e sulle loro teste denotandone dunque una superficie liscia, quasi lucente e caratterizzata da un colore grigio aviazione. Questi particolari anatomici hanno destato in me gran stupore, se poi consideriamo le movenze con le quali sono usciti all'improvviso dall'acqua: correvano in modo scomposto, con grande frequenza di gambe, tenendo le braccia a ciondoloni in avanti in modo disarticolato e privo di armonia tra i 2 arti superiori, come se queste fossero fratturate e dunque rimaste prive di controllo. Tipologie di movenze simili prima di allora le avevo notate solo nelle scimmie: infatti, osservando meglio queste due figure, notai in loro, come ulteriore dettaglio strabiliante e per niente umano, una lunghezza delle braccia superiore a quella del tronco ed inoltre mani dotate di dita interminabili, lunghe almeno il doppio di quelle di cui possono essere dotati uomini e primati. A questo punto, bloccato dal terrore ma lucido a sufficienza per distinguerne le forme ancora per qualche secondo interminabile (in totale saranno stati più di una decina di secondi), sono rimasto immobile a fissarli; poi, come potrete ben immaginare, l'istinto mi ha spinto a girarmi nuovamente e a scappare per il timore e la sensazione d’ ignoto che queste due figure avevano generato in me. Tutta questa situazione aveva stimolato in me una grande carica di adrenalina, che andava così a sovrapporsi a quella sviluppatasi in me dovuta ai precedenti avvistamenti delle luci verdi nella pineta. La paura era dovuta al mistero, da ciò che era per me sconosciuto in loro, e quindi dall’eventuale pericolo che questi esseri potevano costituire nei mie confronti, anche dinanzi ad una casistica molto amplia di casi di avvistamento del terzo tipo, di cui sentito parlare tramite i media, nella quale spesso i protagonisti dell’episodio sono oggetti di rapimenti o analisi da parte di creature extraterrestri. Ho corso per circa cinque minuti finché mi sono imbattuto in un signore che portava a spasso il cane: finalmente potevo così tirare un grosso sospiro di sollievo. Ho aspettato ancora qualche minuto per rifiatare, poi sono tornato pian piano camminando nella direzione dell’ultimo avvistamento: sentivo che era per me necessario approfondire quanto visto prima ed ero sicuro che con la presenza dei primi villeggianti sulla spiaggia non potevo più correre alcun rischio. O perlomeno non mi sarei trovato solo. Tornato così indietro sul posto, ho trovato, in corrispondenza della striscia di sabbia dove avevo visto quelle due creaturine, centinaia e centinaia di orme stranissime di ogni genere e tipo che ho fotografato con il mio cellulare. Un tipo in particolare di impronta poteva appartenere ai 2 omini grigi poiché, mettendo a fianco il mio piede (taglia 46), ne ho potuto notare le piccole dimensioni se ad esso rapportate. Altri tipi di impronte potevano appartenere a mio avviso a creature molto grosse, dal momento che erano di enormi dimensioni (alcune lunghe 50 cm e larghe il doppio del mio piede) e che avevano lasciato una profondità notevole dell’impronta nella sabbia. Continuando nel report di foto, intramezzavo le immagini delle impronte con quelle paesaggistiche, nelle quali era possibile ammirare la natura selvaggia del luogo sotto il levarsi del sole, immortalando specchi d’’acqua e veri propri canali che dalla pineta confluivano in acquitrini sulla spiaggia. Ho fotografato, poco più avanti, successioni interminabili di orme che potevano estendersi per centinaia di metri, come a rappresentare una vera e propria fuga da parte di qualche essere; in alcune foto ho immortalato anche presunte calzature atte ad ospitare queste strane tipologie di piede. Altro aspetto che ho notato era la presenza per terra di rametti e tronchi tagliati in modo perfettamente liscio e levigato senza rugosità, quasi come se fosseo stati trattati da un laser. Ma ciò che ad un certo punto della mia sessione di foto mi ha sorpreso è stato un rumore come di scintille (come quello generato da una zanzariera elettrica, per darvi l’idea) provenire da dietro un cespuglio, attraverso il quale però non notavo nulla di particolare a occhio nudo. Ecco che però la soglia dell’attenzione è tornata ad essere forte in me, dal momento che quel tratto di spiaggia non era frequentato da villeggianti. La paura ha cominciato di nuovo a pervadermi e la sensazione di sentirmi nuovamente osservato era forte in me; lo era talmente tanto che istintivamente, a verifica di tutto ciò, ho girato di scatto la testa di 90° verso i cespugli dal lato della pineta. A conferma dei miei sospetti, ho sentito un fruscio forte proprio provenire da uno di quei cespugli, come se si trattasse di un grosso felino che, sentitosi scoperto, si metteva in fuga da lì verso i cespugli retrostanti. Di colpo sono stato raggiunto di nuovo da un brivido lungo la schiena: è chiaro che un animale non scappa se non in sentore di pericolo e quindi se inseguito o sotto una minaccia incombente quale un’aggressione; in quel caso sembrava invece che la forma animale fosse stata messa in fuga da una semplice “occhiata” da lui non prevista e poco gradita. Si trattava dunque di una creatura intelligente che si è sentita scoperta, quasi smascherata da colui che era l’oggetto delle sue osservazioni? Allontanatomi con tanta inquietudine e terminando ancora una serie di scatti ai cespugli e alle orme sulla spiaggia, ormai raggiunto l’inizio della pineta e dunque il centro abitato, alle ore 9 ho potuto scorgere un ultimo inaspettato elemento che mi ha fatto per un attimo riflettere: si trattava di 3 piccoli fortini fatti di pietre e bacchette di legno, posti uno di fianco all’altro ed estesi circa un metro e mezzo cadauno, che ricordavano le costruzioni celtiche megalitiche tipo i villaggi dolmen in Scozia o in Bretania. Queste piccole strutture erano a mio avviso troppo curate ed armoniose per esser fatte da un bambino o da un adulto in un breve tempo, dal momento che si trovavano vicino alla battigia che nella notte era stata bagnata dall'acqua con l'alta marea. Dunque quelle costruzioni erano state appena montate. Concludo facendo presente che intorno a tutta quest'area di spiaggia della pineta che è stato teatro dei miei avvistamenti, c'erano sabbia, cespugli e sterpaglie bruciacchiate, come ciò fosse il risultato di qualche fonte di energia o campo magnetico in grado di arrecare tale risultato.
Il pomeriggio trascorso al mare a Vada Ligure, paese da lì poco distante, è stato contrassegnato da grande tensione ed irrequietezza in me, sensazione purtroppo trasmessa anche ai miei amici tramite il racconto di quanto mi era da poco accaduto… Ero così nervoso che ogni volta che impugnavo il cellulare per mostrar loro le foto, mi tremavano le mani dall’emozione. Tornato a casa a Milano, per un paio di giorni alla sera, stando al buio in camera, facevo fatica a prender sonno e mi guardavo intorno temendo di vedere qualche strana luce. Ormai a distanza di tre mesi dall’accaduto, tutto ciò sembra essere stato metabolizzato in me, avendomi reso più forte e soprattutto consapevole con certezza che “NON SIAMO SOLI IN QUEST’UNIVERSO. E CHE LORO SONO TRA NOI…..”

Fonte: Misterobufo.corriere.it

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