28 settembre 2012

FINE DEL MONDO

Come esprimere lo spirito di un’epoca senza spirito?

“Fine del mondo”: quante volte abbiamo udito questa espressione pronunciata da chi, con sicumera, intende irridere le tradizioni che adombrano il tema del passaggio e della palingenesi - preceduti da prove terribili - da un ciclo ad un altro. Quante volte insipienti, con i loro occhi spiritati, tra malcelata paura e scherno scaramantico, ripetono “fine del mondo…”

Si replichi: la fine del mondo è già avvenuta. Essa accade ogni volta in cui una sventura, visibile o invisibile, conclamata o ignota ed ignorata, si abbatte su qualcuno o qualcosa, allorquando si è costretti a guadare il fiume.

Il nostro tempo rantola, anche se seguitiamo a mantenerlo in una condizione larvale, a somiglianza di quegli infelici senza chances che dipendono dai macchinari per la loro stentata sopravvivenza.

I volgari media hanno insinuato l’idea di fine come catastrofe planetaria ("naturale"), quasi non fossero già occorse e non accadessero tutti i giorni dinanzi agli occhi ciechi della gente. Solo l’inossidabile egoismo spinge a vedere nel flagello un evento che riguarda solo gli altri o un fatto proiettato in un futuro lontano, evanescente.

Certo, non si può escludere l’eventualità di un cataclisma globale anche imminente (una guerra? una pandemia? Un black out generale?...), ma, se succederà, sarà l’esito di un processo storico in atto almeno da secoli, non solo un’improvvisa deflagrazione. E’ un processo i cui sintomi sono manifesti, sebbene gran parte dell’opinione pubblica continui a fingere di non vederli, un po’ per autodifesa un po’ per faciloneria. E’ un cambiamento antropologico che sospinge l’umanità verso il baratro. E’ un abisso che, prima di essere il disastro sociale, politico ed economico, è la perdita di sé.

Non sappiamo in che misura altre generazioni seppero affrontare con dignità i cambiamenti ed i disfacimenti epocali. Sappiamo che la nostra non ci riuscirà, perché non si accorge del crepuscolo, anzi lo scambia per l’alba più radiosa. Non si avvertono i segni della discontinuità e, quando uno strappo violento lacera il tessuto della vita normale, lo si rattoppa prontamente. L’abito è tutto rappezzato, ma lo si indossa, come se fosse stato appena acquistato nella boutique.

Invero, per essere coscienti della crisi, è necessario avere una coscienza, accessorio che ormai è installato in pochi uomini. Affinché un’età sia conscia della propria irrimediabile putrefazione, occorre che in quell’età soffi uno spirito, ma la nostra epoca ne è del tutto priva.

Infine persino i consapevoli oggi paiono inconsapevoli.



12 commenti:

Anonimo ha detto...

Si fa un gran parlare di fine del mondo e fioriscono una
marea di ipotesi, asteroidi,epidemie, ecc.
La cosa strana e' che come sempre noi genere umano
ci "autoassolviamo".
Nel senso che cerchiamo sempre una causa esterna
come l'asteroide o un virus venuto da chissa' dove.
La verita' e' che molto probabilmente saremo noi la
causa della nostra eliminazione dalla faccia del pianeta.
Ormai tutto si e' ristretto alla regola del profitto,
sempre e comunque....
Entro il 2016 ci gioceremo il mar artico
e la cosa "curiosa" e' che a Wall Street gia' si festeggia
per l'accaparrarsi delle nuove rotte commerciali e per
la possibilita' di nuove perforazioni petrolifere.
A breve perderemo tutta la biodiversita' della foresta
amazzonica, e se avete mangiato pesce a cena
sapiiate che il 90% del pesce che consumate e'
a rischio d'estinzione,e ovviamente non verra' protetto
perche' le grandi corporation non rinuncierebbero mai
al business.
L'inquinamento, il riscaldamento globale, nei prossimi
anni avranno effetti sempre piu' devastanti enormi zone del
pianeta saranno evaquate altre totalmente desertificate.
Vi saranno emigrazioni di massa.
L'acqua potabile e' gia' un problema adesso figuriamoci
in futuro,il cibo non e' sufficiente a sfamare 9 miliardi
di persone, e cmq la terra coltivabile non basta
(ecco perche' i cinesi si sono comprati intere porzioni di Africa)
La nostra tecnologia piu' avanzata sempre
rivolta all'impiego bellico prima che per uso civile in caso
di prossimo conflitto fara' il resto.
Sono convinto che sia troppo tardi il processo
di inversione di tendenza doveva avviarsi negli anni 70
ormai e' tardi (credetemi non vorrei scrivere cosi).
Noi possiamo affrontare qualsiasi avversita',
ma sara' la nostra stupidita' a farci scomparire.
La verita' (dura) e' che siamo una specie animale troppo stupida
per sopravvivere a se stessa.
Una stupidita' "biologica" rivolta al benessere di pochi ricchissimi
e all'indifferenza piu' totale per il resto della nostra specie,
la natura fara' il resto e solo questione di tempo
(massimo 200 anni e saremo in ginocchio perche' la
tecnologia non puo' sostituire un pianeta)
Sara' allora che la Terra subira' un "nuovo rinascimento" la
natura esplodera' nella sua ancestrale bellezza liberata
da un parassita nocivo e molesto che una volta veniva chiamato UOMO.

Daniele

Un ringraziamento ad Annalisa per questo blog che seguo da sempre scusandomi per un commento
un po'forte ma sincero.

Annalisa ha detto...

Lucido commento Daniele, non scusarti, ci mancherebbe altro.
La specie umana non è solo stupida ma pure astuta e pericolosa. Se continua con questa letargia coscienziale che la sta portando al baratro della schiavitù totale e all'autodistruzione meglio che sparisca in fretta dalla faccia della Terra per... un nuovo Inizio.

Stiv GAVRO ha detto...

Per un nuovo inizio.....
Annalisa, spero che le tue parole non siano dettate dal cuore.....
L'autodistruzione e il baratro della schiavitù sono sempre esistiti sia in questa che nell'epoca precedente, purtroppo è la natura di una civiltà progredita...

Annalisa ha detto...

Personalmente non ci vedo niente di male in un nuovo inizio se l'alternativa sarebbe quella vivere in un mondo che incarna gli incubi della peggior specie in stile George Orwell et similia; e no, il mio era solo un amaro sfogo non certo dettato dal cuore, affatto.

stirpe ha detto...

penso che i grandi sconvolgiamenti climatici appartengono a cicli naturali del nostro mondo.che cresce e muta ogni giorno.quindi ritengo possibile che qualcosa possa avvenire chi sa quando. ma sinceramente dentro di me più che la fine del mondo, vorrei la fine di questo potere occulto che ci ha portato a vivere questo falso tempo lineare.seguendo un ritmo innaturale di un ipotetica ora,scandita dal ticchettio di un orologio che non ha valore e significato.ma solo per farci ricordare a tutti che siamo legati schiavizati in questi ritmi frenetici,che ci vengono imposti.invece di ascoltare la natura e vivere seguendo questa energia.insieme ad ogni creatura sulla terra e non.e questo l'unica fine che voglio,voglio che crolli questo impero

Annalisa ha detto...

QUELLI CHE DELL'iPHONE5 NON GLI E NE PO' FREGA' DI MENO...

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=R3-f8sUOb9s

In tutta europa le piazze della capitali tornano a riempirsi di cittadini che manifestano contro la decisione dei loro governi di promulgare nuove norme e tasse sui cittadini, l'austerità pare essere l'unica medicina che l'Europa sta chiedendo ai suoi governi per affrontare una crisi causata da altri.

E cosa fanno i nostri media? servi sulla gente che in Italia fà la fila per comprare dei telefonini.... Ma la situazione Italiana non è diversa da quella Portoghese, Spagnola o Francese, e anche qui c'è chi protesta e vuole protestare, anche se viene fortemente ignorato da televisioni e giornali.

Oggi sono stato ad una manifestazione a Montecitorio che vorrebbe essere l'inizio di un'occupazione ad oltranza della piazza e che vorrebbe porre all'attenzione degli Italiani, il grave rischio che stiamo percorrendo...

Potete visitare il gruppo facebook dei manifestanti cliccando su questo link:

http://www.facebook.com/CATENAUMANA.PARLAMENTO.ITALIANO

VISITA IL MIO CANALE

www.youtube.com/eustachio79

Anonimo ha detto...

Quella della iPhone 5 e' una vicenda che la dice lunga sulla specie umana.
Puo' sembrare banale ma non lo e'.
Anzi e' un vero banco di prova che rivela come
si comporta il genere umano.
In una fabbrica dove altri esseri della nostra specie vengono schiavizzati al punto che preferiscono suicidarsi piuttosto che continuare a vivere cosi, dovrebbero spingere la nostra specie ad un atto di indignazione, protezione.
Ma non e' cosi....anzi godiamo del frutto del loro sacrificio....un frutto inutile, futile, e di utilita' solo marginale...da status symbol...
e non proviamo alcuna vergogna...anzi.
Ecco il fatto meno banale....in tutte le specie animali tutti gli scontri i duelli e la competizione avviengono solo per il bene di tutta la specie... e non per il bene di pochi individui.
Un branco sotto attacco reagisce facendo fronte comune, proteggendo tutti gli individui del branco.
A sua volta l'animale che aggredisce il branco
punta alla sopravvivenza della sua specie e non alla sua sola sopravvivenza di individuo e una volta sazio condividera' la preda con altri simili.
L'uomo no ! sacrifica intere generazioni, per rendere iperricco chi e' gia' ricco sfondato,
uccide per piacere, per profitto, o per solo interesse personale, sfritta schiavizza la sua stessa specie.
Dal punto di vista evoluzionistico questo e' un suicidio, e appena le condizioni cambieranno, questa falla evolutiva potrebbe essere la vera causa della nostra estinzione.
Poiche' tutte le specie animali tendono a progredire a migliorarsi...un ghepardo sempre piu' veloce...una gazzella sempre piu' agile...
un erbivoro sempre piu' efficiente e cosi via.
L'uomo no ! tende semplicemente a schiavizzare la maggior parte dei suoi simili, per mantenere immutato l'agiatezza di una ristretta elite'
che non ha nessun valore aggiunto alla specie.

Daniele

Annalisa ha detto...

SANTE PAROLE. La specie umana sta scendendo inesorabilmente la scala dell'involuzione, è una cellula impazzita che distruggerà se stessa, non c'è dubbio.
(Non tutti però precisiamolo. Non tutti gli esseri umani sono uguali, e per fortuna).
Ciao Daniele, grazie.

Anonimo ha detto...

Concordo anzi hai usato la parola perfetta,
ossia involuzione.
Questo periodo di puro oscurantismo non premia
i piu' preparati, i piu' onesti o per farla breve le persone positive e propositive, ma l'esatto opposto, ossia chi e' senza scrupoli e condivide l'idea di arricchirsi sul lavoro svolto da altri(parassitivismo sociale ormai su scala globale)oppure chi si rende un "complice" passivo come chi compra articoli prodotti da aziende che schiavizzano uomini o animali.
Sono pienamente daccordo anche sul fatto che vi siamo molte persone buone e generose e di gran spirito.
Purtroppo pero' sono escluse dalla stanza dei poteri (anzi sono spesso perseguitate) oppure non hanno nessuno spazio di manovra incisivo per poter cambiare questo mondo veramente "malvagio" e profondamente ingiusto.
Questo sistema cosi perverso e' ormai talmente radicato,potente e pieno di mezzi straordinari
e sofisticati per mantenere controllo e potere che e' ormai quasi possibile da estirpare.
Forse come per i terribili e giganteschi dinosauri occorrerebbe un vero sconvolgimento
(non so proprio di che tipo) per far si che il piu' modesto e innocuo "topolino" possa emergere e godere anche lui finalmente di un po' di luce.

Daniele

P.S come te sono un ricercatore indipendente
e ci sono un miliardo di domande e argomenti sui quali mi piacerebbe discutere.Rinnovo i complimenti per il blog (sopratutto per il tempo che ci dedichi per mantenerlo vivo e vitale e per rispondere a decine e decine di messaggi)

Roby Crea ha detto...

Sarà che io con persone che utilizzano iPhone5 non ho nulla a che fare e se le vedo in giro nemmeno mi importa cosa facciano, ma io vedo che una seppur piccola parte del genere umano si salva dalla schiavitù di ciò che detta la società. Si sente Annalisa che il tuo è uno sfogo, infatti l'ho sentito molto carico di stanchezza e pessimismo verso la totalità della società. Anche io a volte mi trovo in quei momenti, ora però sono convinta che continuando a guardare oltre, facendo viaggi astrali, vivendo ciò che ho attorno, in primis la natura, evolvo e posso stare meglio con me stessa.

Annalisa ha detto...

Tu mi capisci, grazie Roby; eh sì, bisogna mantenere un certo distacco dalla tecnologia, non abusarne e limitarla al minino indispensabile possibile. E' un "balocco" pericoloso che il sistema propina con la a forza alla massa suddita (non tutta per fortuna) per ottenebrare la coscienza e la spiritualità per ovvi motivi. Occhio.

Roby Crea ha detto...

:-) Giusto, limitarla a quel che ci è necessario. Oramai sperare che il genere umano totale si trasformi in positivo è inutile, per cui pensiamo a noi ed alle persone che VERAMENTE vogliono uscire da quella schiavitù!

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