6 settembre 2013

TELEPATIA: ESPERIMENTO DELL'UNIVERSITA' DI WASHINGTON CONFERMA LA PRIMA CONNESSIONE TRA DUE CERVELLI

L'esperimento ha avuto successo e uno studioso è stato in grado di ordinare tramite la propria mente di premere un tasto ad un collega seduto in un'altra stanza. Il collega ha mosso la mano, alzato il dito e premuto il tasto come se l'intenzione di agire fosse stata sua.

Poter sapere cosa passa per la testa di un'altra persona, letteralmente. Connettersi alla mente di un altro e conoscerne i pensieri, condizionarli, o esserne condizionato. Se una connessione cervello-macchina è stata resa possibile con le moderne scoperte tecnologiche, quella cervello-cervello sembra ancora retaggio di scrittori o sceneggiatori che dalla fantascienza hanno hanno preso spunto per creare opere entrate nel bagaglio culturale internazionale e diffusesi, ormai, anche nell'immaginario comune di tutti. Un percorso semplice, questo, che inizia là, dove la fantasia prende spunto dalla realtà e va oltre, diventando immaginazione; ma capita a volte che l'immaginazione crei qualcosa di tanto affascinante da rimbalzare indietro e colpire nuovamente il punto di partenza, la realtà: e in quel caso è la realtà a prendere spunto dalla fantasia.

I due ricercatori durante l'esperimento di telepatia nell'Università di Washington

Accade all'Università di Washington: il professore di ingegneria informatica Rajesh Rao è riuscito a inviare un comando con il pensiero al cervello del collega Andrea Stocco, assistente professore di psicologia, il quale di riflesso ha eseguito l'ordine di premere un tasto.

La realtà che prende spunto dalla fantasia.

L'esperimento è stato condotto in due stanze separate con i due soggetti totalmente all'oscuro dei comportamenti e delle azioni l'uno dell'altro. Rao era seduto con un caschetto per il tracciamento dell'EEG davanti ad uno schermo che ritraeva un gioco elettronico dove l'obbiettivo era fare fuoco premendo la barra spaziatrice di una tastiera. Nell'altra stanza Stocco indossava un dispositivo per la “stimolazione magnetica intracranica” collegato ai centri della cosiddetta corteccia motoria, quella parte del cervello cioè che controlla le mani; il caschetto e il dispositivo indossato dallo psicologo erano entrambi collegati a due differenti computer connessi alla rete. L'esperimento ha avuto successo, Rao ha pensato di premere il tasto della tastiera ma è stato Stocco a muovere la mano e fare fuoco. I comandi mentali di Rao sono stati registrati da un computer e spediti tramite internet all'altro terminale presente nella stanza del collega che ha risposto positivamente agli stimoli muovendo il dito della mano destra e premendo il tasto come se l'intenzione di agire fosse stata sua.
Si tratta del primo passo verso il cosiddetto “reverse engineering” dei segnali cerebrali, la trasmissione cioè di questi segnali da un cervello a un altro.

Il prossimo passo?
Mettere in comunicazione diretta i due cervelli e creare un flusso ambivalente di informazioni: farli “parlare tra loro”.


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7 commenti:

gianfranco ha detto...

Se riferito in modo vero l'esperimento di telepatia è importante,soprattutto se registrato con i crismi della validità scientifica del modello.Vediamo cosa dice il CICAP e in particolare il prof Garlaschelli.Se possibile vorrei sapere il recapito dell'Università di Washington dove sono stati fatti gli esperimenti.In ogni caso è un evento da seguire con attenzione.
gm

Zret ha detto...

Secondo quanto riportato, non si tratta di vera telepatia, ma di comunicazione cerebrale di tipo elettromagnetico. La vera telepatia prescinde da un canale materiale, da un medium. Nella telepatia la portante o è assente o non è ancora nota.

Ciao

gianfranco ha detto...

Zret fa giuste precisazioni,ma cosa è "portante",e che funzione ha esattamente,cioè a livello di controllo sperimentale scientifico,oggettivo? la questione è molto complessa,e credo che nella telepatia,di fatto,ci sono,come sempre,molte variabili che devono essere sufficientemente favorevoli. Un quesito: cosa è, amico Zret, la telepatia esperimentata fra 2 soggetti collegati ad un telefono, e molto distanti , uno dei quali descrive precisi stati emozionali dell'altro,senza mai fare errori ? e cos'è la telepatia cd psicotelecinetica ? la questione è complessa, ma la via è giusta.
ciao,gm

Noi e gli Extraterrestri ha detto...

bhe sì bisogna ammettere che la vera telepatia è un'altra ed è quella tra i contattati e le civiltà di altri mondi; la portante sarebbe l'etere, o il "vuoto" attraverso cui viaggia l'energia del pensiero? Ciao.

gianfranco ha detto...

Non sono un esperto del fenomeno,ma se si prescinde dall'Occidente e si guarda all'Oriente,vediamo che i soli studi sulla mente e sul pensiero,sulla natura di questi,sono quelli buddisti e quelli di Patanjali. Allora la telepatia pura è la trasmissione del pensiero fra due persone distanti e basta. Ma la questione è molto più complessa.Ad es,io sono stato affascinato da GIORGIO ALBERTAZZI,il quale credo che abbia dei poteri straordinari telepatici,in grado di riferirti l'intero tuo pensiero su un argomento in modo davvero eccezionale. E io ho tenuto le distanze,non ho voluto pormi in rapporto molto amichevole. Ma,come diceva Patanjali,la questione è molto sottile e facilmente si complica al punto di creare confusione,se non hai il potere di una grande capacità discriminante. Quella con gli Alieni,non saprei definirla,forse Annalisa ha ragione,non so dire. Ok,buona domenica.

Zret ha detto...

Sì, la portante potrebbe essere l'etere. In verità, non sappiamo come avvenga la telepatia, perché non sappiamo neppure come avvenga la comunicazione normale con A che interagisce con B.

Ciao

Anonimo ha detto...

la telepatia non ha bisogno del linguaggio della fisica per essere accettata

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