5 settembre 2013

"UN DISCO VOLANTE A VENTI METRI DA ME" IL RACCONTO DI UN OPERAIO ARGENTINO

«Non l’ho mai detto a nessuno, solo alla mia famiglia, e voglio che la gente sappia che questo è qualcosa che non dimenticherò mai. Ho 72 anni, e questa cosa esiste», ha dichiarato Roberto Moreira, un pensionato che ha preso la decisione di raccontare nel dettaglio il suo incontro ravvicinato con un UFO, a seguito di una serie di episodi molto strani a Jujuy, tutti legati all’avvistamento di oggetti volanti non identificati. 

Tutto è cominciato quando il quotidiano El Tribuno di Jujuy pubblicò i racconti dei residenti locali che affermavano di aver visto luci nel cielo. Moreira lesse gli articoli e decise di farsi avanti.

«Quando ho letto il resoconto della signora Angela de Ponce ho deciso di raccontare la mia storia», ha spiegato il testimone, che vive a Mariano Moreno. «È vero che quando la gente sente la mia storia ride, o non ci crede, ma quello che sto per dirvi è quanto è successo. Se avessi una Bibbia, ci metterei una mano sopra e giurerei. A Dio non mento», ha dichiarato l'uomo, raccontando che una notte del marzo 1997 era in servizio presso l’impianto di acqua di soda Barrio Norte. Al tempo, l'impianto si occupava di imbottigliamento e c’era un bacino di affluenza in servizio, con una piscina lunga 20 metri e con ingressi e uscite. Era vicino al fiume e illuminato. Questo particolare è importante, perché il testimone ritiene che l'equipaggio dell’UFO fosse specificamente interessato all’acqua. «Erano circa le tre del mattino e dovevo analizzare il liquido, il suo livello di PH. Vicino all'impianto c'era un lavandino in cui erano stati preparati dei contenitori con il liquido. Andai fuori con uno di essi in ogni mano, ma prima di versarne il contenuto mi girai, come a stirarmi, e fu allora che lo vidi. Era un disco volante ed era proprio lì, a una ventina di metri di distanza, come da qui alla casa di fronte a noi, a un’altezza di due o tre piani, più o meno. Era grigio, grigio scuro, grande, grande come una casa o un po’ di più», ha raccontato Moreira.

Il pensionato ha descritto quella che potrebbe essere considerata una navicella spaziale, priva di aperture o luci, e che non emetteva alcun suono. Stava sospesa in direzione del Ponte Paraguay. «Guardai i lati per vedere se c'era qualcosa di più. Come prima cosa corsi a un telefono per chiamare la guardia di sicurezza, un giovane soprannominato Huaranca. Gli dissi di scendere in fretta, di interrompere tutto. Poi andai di nuovo fuori, ma non c’era più. Erano trascorsi pochi secondi, dieci, quindici, non lo so. Huaranca mi credette. Ero agitato, come se avessi corso dieci chilometri. Penso che vengono per qualcosa. L'acqua deve aver attirato la loro attenzione, gli aeratori della piscina, che fanno un sacco di bolle. Non lo so. Il laghetto era illuminato. Proviamo a credere che queste cose esistono. È la prima volta che ne discuto, in modo da farlo sapere alla gente»

Quello che ha spinto Moreira a divulgare la sua esperienza è stata la storia di un’altra residente, Angela Ponce, riportata su un giornale: «Quando qualcuno afferma di averli visti, gli ascoltatori mettono in dubbio la storia, ridono o non ci credono», aveva detto la testimone prima di raccontare il possibile evento UFO a Barrio Kennedy. Per oltre due anni, aveva detto, era stato possibile osservare tre stelle in movimento nelle ore serali, intorno 19:30-20:00, soprattutto in autunno e in estate, dietro alla collina nei pressi del distretto Cerro Las Rosas. Nel luogo comunemente chiamato Cerro de la Cruz era emersa prima una stella gigante, «enorme e bellissima», diretta a nordovest verso le Ande. Mezzora dopo l’apparizione della prima stella, erano comparse anche la seconda e la terza. Secondo Angela Ponce, tutti quegli oggetti emanavano raggi di luce colorata di blu, rosso, arancio bianco e giallo. «Passavano proprio uno dietro l‘altro, e se si aspettava circa 90 minuti, spariscono», ha detto, aggiungendo che il fenomeno si verificava nelle stesse ore ogni giorno.

«L’ho raccontato ai parenti, agli amici, ai vicini di casa e ai passanti. Sono tutti d'accordo che non fossero stelle normali, ma che non erano nemmeno UFO, solo aerei... e l’hanno preso come uno scherzo o un errore». Quando il cielo non è troppo illuminato dalle luci della città, quello è il momento giusto per assistere al fenomeno, ha spiegato la testimone, che crede che le luci arrivino da Los Alisos e si dirigano verso ovest. Secondo le sue indagini, questi UFO sarebbero alla ricerca dell’acqua nel serbatoio.


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