3 febbraio 2014

"SU MARTE C'E' VITA, LA NASA SBAGLIA E SI COMPORTA DA NEGLIEGENTE" ASTROBIOLOGO FA CAUSA ALL'ENTE SPAZIALE AMERICANO

L'oggetto misterioso ripreso Opportunity, prima e dopo
E’ un fungo, non una roccia. E dunque testimonia dell’esistenza di una forma di vita sul pianeta Marte. Con questa certezza, lo scienziato Rhawn Joseph ha fatto causa alla Nasa, accusandola di non aver voluto studiare in modo appropriato la misteriosa forma comparsa dal nulla nelle foto prese da uno dei due rover attualmente al lavoro sul pianeta Rosso.

La forma è stata fotografata da Opportunity, la più “anziana” dei due piccoli laboratori mobili che viaggiano sul pianeta. La Nasa l’ha illustrata e presentata al pubblico proprio nella cerimonia in cui si festeggiavano i dieci anni di Opportunity. E’ stato spiegato che quella roccia, di forma tondeggiante, non era mai stata fotografata in quel luogo. Il responsabile della missione, Steve Squyres, ha detto: “E’ stupefacente, prima non c’era lì”. L’ha descritta come una “ciambella”, e ha spiegato che forse era il resto di una meteorite caduta dopo il passaggio precedente di Opportunity, o forse proprio una pietra smossa da Opportunity stessa.

L’astrobiologo Rahwn Joseph non è affatto convinto di questa spiegazione: “Il rifiuto di fare fotografie ravvicinate da vari punti di vista, il rifiuto di produrre immagini microscopiche dell’oggetto, il rifiuto stesso di rendere pubbliche immagini microscopiche di questo oggetto sono un comportamento bizzarro e negligente”, ha scritto nel ricorso ai tribunali.

Joseph, che ha studiato a lungo le immagini fornite dalla Nasa, sostiene che esse fanno pensare a un apothecium, una specie di lichene. Scrivendo sul sito Journal of Cosmology, l’astrobiologo non trattiene il sarcasmo: “Qualsiasi adulto intelligente, o anche adolescente, o bambino, o scimpanzè, o pure un cane o perfino un topo con un minimo di curiosità si avvicinerebbe e investigherebbe da vicino una struttura a forma di disco che comparisse a pochi centimetri davanti a loro, se dodici giorni prima non c’era”

La Nasa risponde asciutta: “Trovare forme di vita in mondi oltre la terra è ovviamente un impegno importante per la Nasa. Ma ci devono essere prove convincenti”.


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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ormai e' chiaro che la Nasa non puo' o non vuole investigare a fondo sulla possibilita' di vita su Marte.
Prima o poi si doveva arrivare a questo punto (una denuncia in piena regola) dopo decenni di un continuo "arrampicarsi sugli specchi" da parte dell'agenzia statunitense.
La "faccenda parte da lontano" dalle prime missioni Mariner, gia' allora evidentemente alla Nasa non piacque quello che molti scienziati avevano da dire e furono messi da parte. Poi poco prima del lancio della missione Viking inspiegabilmente uno dei laboratori di bordo venne smontato e lasciato a terra (si trattava di un dispositivo studiato apposta per rilevare forme di vita batteriche a cui uno scienziato aveva dedicato la vita intera). Ci fu poi un "balletto" durato piu' di un ventennio "acqua si acqua no" dando ad intendere, che nonostante i milioni di dollari spesi la Nasa non riuscisse a capire se ci fosse acqua o meno sul pianeta rosso. A seguito ci furono altre denuncie sia sul processamento delle foto (sempre elaborate in falsi colori) dove molti esperti asserivano che il cielo di Marte fosse blu e non rosa, e sulla destinazione delle zone di atterraggio (molti scienziati proponevano Cydonia). Curioso il fatto che Cydonia era uno dei luoghi destinati per future investigazioni e atterraggi, ma quando giunsero le prime foto della zona (ricorderete la famosa faccia marziana) la Nasa depenno' questa zona e si oppose perfino di rifotografarla salvo poi cedere per le proteste e fornire in segueto alcune foto (ovviamente in bassa risoluzione.
Rimanendo in tema di denuncie poco prima che Curiosity arrivasse su Marte alcuni scienziati denunciarono sul National Geographic l'incongruieta' dalla Nasa. Essi dissero ironicamente che era lodevole da parte della Nasa cercare la vita su Marte, tuttavia si chiesero come mai dopo milioni di dollari spesi la Nasa non avesse mai dotato le sue sonde e rover di un semplice microscopio da 40 dollari ! e svelare in 10 minuti se sul suolo marziano sono presenti dei batteri!.
Infatti tutti i rover marziani sono dotati di microscopio, ma si tratta di microscopi per studi geologici e a basso ingrandimento utili per vedere i cristalli nelle rocce marziane ma inutili per cercare forme di vita. Come mai la Nasa non ha dotato nemmeno un rover di tale tecnologia.
Ma non finisce qui, Cameron aveva dato la sua disponibilita' alla Nasa per le riprese in 3D e invece essa continua imperterrita ad usare il bianco e nero per il 90% delle foto su Marte (siamo nel 2014 !)
giustificandosi dicendo che l'invio di foto a colori impiega troppi bit di memoria (qualcuno invii alla Nasa un programmini di compressione foto in jpg please) ne consegue che se una roccia fosse coperta di un verde lichene voi in bianco e nero vedreste semplicemente una roccia piu' scura.
Il rifiuto poi di scattare una foto (dopo aver fotografato in 30 anni di missioni milioni di sassi marziani) al misterioso "sasso" apparso dal nulla e' la prova evidente (gli americani direbbero la pistola fumante)
che la Nasa ci sta prendendo per i fondelli in maniera plateale.
E chiaro che qualcosa "lassu' si muove" ma noi non abbiamo il diritto di saperlo.
Credo che quando e se' la verita' verra' mai a galla gli americani dovranno dare molte molte spiegazioni ai cittadini di questo pianeta, e credo che hanno tanto ma tanto da raccontarci.....

Daniele

Anonimo ha detto...

La Nasa è assurda.
Non capisco come possa nascondere di fronte all'evidenza.

Mattia

Maxmode ha detto...

È un'ente del peggiore paese schiavista al soldo di Isra hell..ecco perchè ci prendono per i fondelli... Max14/88

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