13 maggio 2009

UN PIANETA VIVENTE

Carlos Diaz, non contattato ma testimone. Un corpo di materia diventa "di luce", tutt'uno con la macchina. Era una creatura in grado di comunicare "creando la realtà".
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La testimonianza non di un "prescelto" ma di un uomo come tanti, consapevole di quanto gli è capitato, desideroso di comunicare un messaggio di amore e di speranza basato sulla necessità dell'uomo di lavorare su se stesso, per aiutare il prossimo e l'ambiente che lo ospita.
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Carlos, a quando risale il tuo primo contatto?

Il mio primo contatto con loro fu, più o meno, due mesi e mezzo dopo aver scattato la prima serie di fotografie ad una nave di luce, nel marzo del 1981. Credo fosse l'inizio di maggio dello stesso anno.

Cosa avvenne?
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Sono un fotografo. Venni incaricato di scattare la foto di un bosco al tramonto. Pensai che non vi fosse luogo più adatto della macchia boschiva che si trova nei pressi di Città del Messico, chiamata il Bosco di Ajusco. Uscii molto presto quel giorno. Una vota arrivato, mi fermai al bordo della strada e vidi che il posto era illuminato da uno splendore di color giallo-arancione che veniva dal basso della valle, visibile oltre la carreggiata. La prima cosa che pensai fu che il bosco stava prendendo fuoco. Facendo qualche passo avanti, fui finalmente in grado di vedere quello che prima il guard-rail mi impediva di osservare: un oggetto. E così mi resi conto che non si trattava di un incendio. Fu un momento di grande emozione, che proveniva dal profondo del mio cuore. Ricordo che afferrai la macchina fotografica e iniziai a scattare. Nel momento in cui l'otturatore della camera si apriva, fui certo che ciò che mi era davanti era rimasto immortalato nella pellicola. Realizzai così una serie di dodici foto.

Perché proprio Carlos Diaz?

Credo che il primo incontro con loro sia stato accidentale. Potrebbe essere paragonato a quando si naviga per mare e si ha la fortuna di incrociare i delfini. Credo che si adatti bene al mio caso. Ero al momento giusto, con la mia macchina fotografica, nel posto in cui la nave di luce stava elevandosi dal dirupo. I contatti successivi invece li cercai volontariamente. Infatti, due mesi e mezzo dopo, tentai di stabilire un contatto per avere l'opportunità di incontrarli nel bosco di Ajusco. E fortunatamente si verificò quello che i ricercatori chiamano l'Incontro Ravvicinato del Terzo Tipo.

In che modo colloqui con gli extraterrestri? Telepaticamente?

No! La comunicazione che ho con loro è di tipo verbale. Mi hanno aiutato moltissimo a mantenermi il più possibile con i piedi per terra.

Puoi parlarci delle navi di luce? Di quale materiale sono formate?

Non ho risposte definitive, ma credo si tratti di navi di pura energia luminosa. Come se fossero nubi di luce. Molta gente mi ha contestato il fatto che, pur essendo stato al loro interno, io non sapessi con precisione di che materiale siano costituite. Ma quanta gente prende l'aereo e non sa con che metallo è costruito e come è pilotato. Come posso io spiegare ciò che va oltre le nostre conoscenze?

Cosa c'è al loro interno?

All'interno delle navi l'unica cosa visibile è una luce gialla. Posso assicurare che ciò che si prova lì dentro è una sensazione di pace, di tranquillità e di amore. Si diventa parte della stessa nave e si percepisce perfettamente come la vita fluisce dentro e fuori il nostro corpo. Questo ti porta ad entrare in simbiosi con il pianeta e con tutto l'universo, inducendoti uno stato di espansione della coscienza. Queste navi hanno comunque la possibilità di alterare il loro stato, convertendosi in oggetti solidi e dall'aspetto metallico. E questo succede anche a chi vi entra. Cambia lo stato vibratorio dell'energia che tiene aggregate le nostre cellule rendendo il corpo più eterico, per poi tornare allo stato iniziale una volta uscitone. Posso dire che osservandomi le mani, quando ero all'interno, potevo vedervi la luce passarvi attraverso, come se fossero trasparenti. La prima volta che ho vissuto quell'esperienza sono rimasto letteralmente sbalordito, perché fino a sei ore dopo l'incontro, il mio corpo era "sensibilizzato". Potevo vedere di più, udire altre frequenze, altri suoni e tutti i miei sensi erano ipersviluppati. È un concetto molto difficile da spiegare nei particolari.

Come è possibile un processo del genere?

Non ne ho una spiegazione. Mi limito a viverlo. Qualcosa che si avvicina a questo processo potrebbe essere una OBE (Out of Body Experience, esperienza fuori dal corpo), o il distacco dell'anima dal corpo nel momento della morte in un processo continuo di reincarnazione. Non esiste altro metro di paragone per capire come un corpo di materia si possa trasformare in un corpo di luce e recuperare, successivamente, lo stato iniziale.

Da dove vengono questi esseri?

Quando ho chiesto loro da quale luogo dell'Universo provenissero, mi hanno risposto "da un qualsiasi luogo dell'Universo", cioè provenire da ovunque nello spazio, ma non ci sarebbe stato il modo per provarlo. Ciò che veramente conta è che sono qui, sul nostro pianeta.

Sai dirci almeno se appartengono a questa dimensione o provengono da dimensioni e/o universi paralleli al nostro?

Credo si tratti di esseri multidimensionali. Fortunatamente non sono l'unica persona che vive un'esperienza così. Molte persone in Messico vivono questo contatto. Credo che questi esseri si materializzino nel nostro stato vibratorio per poter stabilire una comunicazione diretta con noi e poter capire, in tal modo, la nostra civiltà che, al momento attuale, domina il pianeta Terra.

È possibile che si tratti di una specie evolutasi da una razza che in passato era di carne e sangue come noi?

Credo di sì, perché mi hanno detto che nella storia della loro evoluzione hanno attraversato un problema molto simile al nostro, mettendo a serio rischio l'ambiente dei loro pianeta. Fortunatamente hanno corretto il cammino in tempo e ora visitano differenti luoghi dell'Universo, non solo la Terra.

Quali sono le ragioni della presenza degli esseri di luce sul nostro pianeta?

Credo si tratti della curiosità e dell'interesse di capire di più sull'Universo e su loro stessi, così come facciamo noi. Potrebbe essere paragonato al nostro interesse di scalare le più alte montagne del pianeta o raggiungere i più profondi abissi dei nostri oceani e quindi capire di più dell'ambiente in cui ci si muove. Hanno viaggiato per l'Universo per capire e conoscere di più.

Cosa pensano questi esseri dei nostro attuale stato evolutivo?

Ci ammirano come specie, però sono molto preoccupati dei modo di applicare la nostra indole creativa. Essa viene infatti applicata in attività che stanno danneggiando la vitalità di questo meraviglioso pianeta. Certamente ci sono molte attività dell'uomo che stanno aiutando la sua stessa evoluzione e possibilmente quella di altre specie ma, attualmente, l'attività negativa che l'uomo sta applicando al suo ambiente è di molto superiore a quella positiva. L'inquinamento, in particolare, non rispetta frontiere, né colore di pelle, né ideologie, né religioni: è uguale per i ricchi e per i poveri. È ora di capire che stiamo seriamente compromettendo la salute dell'ecosistema, noi compresi.

Data la differenza di coesione cellulare che intercorre tra noi e loro, cosa pensano della materia che compone il nostro corpo?

Che è una meraviglia. È qui che si trova la chiave per far sì che questa civiltà vada avanti. Mi hanno detto che dobbiamo imparare come funziona il nostro corpo. Se capiamo che siamo formati da milioni e milioni di cellule e che ognuna di queste ha al suo interno tutte le informazioni necessarie per lavorare singolarmente e allo stesso tempo interagire con le restanti milioni di cellule, interscambiando informazioni e funzioni, comprenderemo che si tratta di un lavoro di cooperazione per mantenere vivo un essere e preservarlo in armonia. Dobbiamo imparare a lavorare come le nostre cellule. Dobbiamo considerarci delle cellule, affinché il nostro mondo diventi ciò che deve essere, cioè un paradiso.

Hai affermato che questi esseri possono materializzarsi in forma umana, camminare tra noi e non essere riconosciuti.

Sì. Ci sono però delle piccole differenze che non possono essere notate da chi non ha un contatto. È facile incontrarli per strada o in qualsiasi altro luogo, in quanto convivono con noi.

Foto UFO: Tepotzlan (Messico)
La sequenza di due immagini tratte da un filmato poco noto, girato dal contattista messicano Carlos Diaz. Si nota l'oggetto emettere un fascio di luce laser detta anche "coerente".I documenti delle astronavi, che Carlos Diaz vede durante i contatti, sono stati scrupolosamente analizzati dall'équipe del giornalista Jaime Maussan, dagli esperti dell'Università di Città del Messico e dall'americano Jim Dilettoso: tutti ne confermano l'autenticità.

A Tepoztian o anche nel resto del mondo?

Li ho incontrati in quasi tutto il mondo.

Da quanto tempo sono qui?

Non saprei con precisione, ma credo moltissimo tempo. In un'occasione mi dissero "quando venimmo sul tuo pianeta, la sua luce, la sua energia era come quella di un neonato. In questo momento la luce del tuo pianeta è come quella di un essere agonizzante". Fu un concetto che mi colpì particolarmente. È un'espressione molto forte.Sì, ma bisogna capire che, ogni venti minuti, sparisce una specie animale o vegetale del pianeta. Come dire che ogni ora sono tre le specie che si estinguono definitivamente, ben 72 ogni giorno. Tutto questo a causa dell'attività distruttiva dell'uomo che continua a minare la vitalità del suo stesso habitat. Carl Sagan disse: "Chi parla in nome del pianeta Terra?" Noi siamo la specie dominante e noi dobbiamo rispondere a questa domanda per poter offrire alle generazioni future un pianeta dove sia piacevole vivere e dove l'uomo non domini, ma interagisca con le altre specie viventi. Una nuova dimensione della nostra esistenza che deve essere compresa prima di essere attuata.Carlos, hai realizzato fotografie e filmati nella valle de Tepoztlan. Questo materiale è stato analizzato.

Oltre a Corrado Malanga, dell'Università di Pisa, chi si è preoccupato di verificare il tuo materiale documentale?

Lo ha analizzato Jim Dilettoso per primo, quindi il professar Manfred Kall, dell'Istituto di fotografia scientifica di Germania, poi Victor Quesada, del Centro Universitario "Grupo Sol", di Città del Messico e Ruben Castro del Programas de Investigacion (l'organismo di ricerca ufologica fondato dal giornalista messicano Jaime Maussan). Successivamente Michael Hesemann mi presentò Bob Shell, consulente FBI, esperto in analisi su materiali fotografici. Dopo di ciò, il materiale è stato analizzato da altri, compreso il professor Malanga.Permettetemi anzi di ringraziarlo per i risultati delle analisi sulle mie fotografie (che sono in linea con quelli degli altri esperti menzionati, N.d.R.), così come ringrazio voi per aver diffuso tali risultati in Italia ed Europa, tramite la vostra rivista. Apprezzo molto questa attenzione, perché credo che informando si possa destare la gente dal sonno in cui vegeta. È importante che si dia conto e si divulghino i risultati del meraviglioso lavoro che tutti noi stiamo portando avanti e si diffonda la consapevolezza dell'opportunità che abbiamo per mantenere vivo e in evoluzione questo pianeta. Ora c'è il tempo per farlo.

Hai libertà di parlare di tutto ciò che sai sulla presenza extraterrestre?

Sì, fortunatamente non ho mai subito restrizioni in tal senso. L'unica persona che ha posto restrizioni a ciò che andava detto sono stato io stesso.Quindi le autorità messicane non ti hanno mai creato fastidi per il fatto di essere un contattato.Per niente, fortunatamente. Non ho subito alcuna pressione da parte del mio governo. In Messico la situazione politico-economica non è florida.

In un contesto di questo tipo, a chi può dare fastidio un tizio che parla di UFO?

In ogni modo penso di avere la fortuna di vivere in un Paese dove è possibile parlare liberamente di queste esperienze. Ad esempio, i controllori di volo dell'aeroporto internaionale di Città del Messico possono relazionare senza censure su quello che captano i radar e lo stesso vale per i piloti civili di linee aeree, quali Aeromexico e Mexicana. Possiamo così provare la libertà ed il rispetto di opinione sull'esperienza che stiamo vivendo, in un Paese dove questo accade davanti a più persone e non ad individui isolati.Questa situazione potrebbe essere dovuta al fatto che in Messico il fenomeno è frequente ed esteso.

Sia le autorità che la popolazione sono pronte per accettare la circolazione di informazioni di questo tipo?

Certamente. Ad esempio, dal 1991 ad oggi, gli UFO appaiono puntualmente nei cieli delle città in concomitanza di parate militari aperte al pubblico. Così militari e popolazione possono osservare contemporaneamente il loro passaggio UFO e tutto ciò non può essere smentito.Il Messico e tutta l'America Latina sono sotto un ondata UFO, massiccia e ininterrotta da oltre un lustro.

Potrebbe trattarsi di una specie di test per sperimentare il "Primo Contatto" di massa?

Non ho una risposta certa. A mio parere la frequenza del passaggio di questi oggetti è la stessa che nel passato. È la gente che guarda il cielo più frequentemente e utilizza anche nuovi strumenti come le videocamere portatili. Queste ultime hanno rivoluzionato il campo di investigazione UFO grazie al numero impressionante di filmati, prima certamente impossibili da realizzare. Credo che il nostro compito sia preparare la gente a questo prossimo incontro. Ma perché questo avvenga è necessario imparare ad amare il nostro pianeta. Jacques Cousteau, morto quest'anno, disse: "L'uomo protegge quello che ama". Poiché l'uomo non protegge la Terra, significa che non l'ama. Quando ebbi l'occasione di incontrare Cousteau gli dissi: "Mi incanta la sua frase, ma per amare è necessario conoscere". Noi non conosciamo ancora come questo meraviglioso pianeta funzioni realmente, e come l'energia vitale fluisca in esso. Ecco perché non lo preserviamo. E finché non lo impariamo, non credo che ci sarà un contatto di massa.

Come consideri la tua esperienza?

Non mi considero un "contattato" ma un testimone. Ho solo il privilegio di poter raccontare dei miei incontri con gli esseri che pilotano queste navi di luce. Ma per fare ciò ho portato delle prove che sono state analizzate e giudicate credibili. Personalmente diffiderei di chi dice di avere contatti senza portare una minima prova di quanto afferma. Inoltre io non ho una setta. Ripeto: sono solo un testimone privilegiato e relaziono chiunque della mia esperienza e dei messaggi che ricevo, senza farne una forma di culto. Le sette creano divisione mentre l'umanità deve essere unita nel suo cammino evolutivo e in simbiosi con l'ambiente che la ospita.

Che opinione hai degli altri contattati?

Rispetto le persone che parlano delle loro esperienze, ma, come detto, li invito a portare le prove di quanto affermano, che siano fotografie o filmati. Solo così possono dimostrare che quello che dicono di vivere è reale. Se ci si fa avanti dicendo di avere contatti, ma senza prove tangibili, tutto resta un enigma. Viviamo in un'epoca in cui i mezzi tecnologici non mancano: telecamere elettroniche e macchine fotografiche sono indispensabili per chi vuole dimostrare di avere avuto un contatto.

A quando risale il tuo ultimo contatto?(l'intervista è stata realizzata il 6 novembre 1997 N.d.R)

Dal mio ultimo contatto ho ricevuto un favore molto speciale. Mi hanno aiutato con mio padre che presentava un cancro all stato molto avanzato. Ho chiesto loro il favore di aiutarlo a soffrire il meno possibile e lo hanno fatto. Mio padre oggi è pienamente recuperato e i dottori sono a dir poco sconvolti della sua guarigione. Quello che più mi meraviglia è che mio padre ha piena coscienza di quando lo hanno fatto. Ero molto preoccupato per lui, ma una mattina mi disse: "Stanotte sono venuti i tuoi amici, erano due figure di luce. Ho sentito una sensazione di pace e tranquillità e mi hanno fatto qualcosa, poiché mi sento bene". Hanno guarito mio padre da una malattia incurabile. Quando lo ha saputo mi ha detto: "Di' ai tuoi amici che mi vengano a trovare ancora".

Consideri la tua una missione?

Non mi hanno mai detto: "Devi dire o fare questo". Vivo una relazione di amicizia e mi impegno che questa diventi una interazione di evoluzione, crescita e realizzazione interiore. Alla gente dico solo che mi sento in debito con la vita perché sento che la vita mi ha dato moltissimo. Solo il fatto di avere la piena coscienza, la certezza che non siamo l'unica manifestazione viva ed intelligente di questo universo ti porta a considerare la vita in maniera differente. E questo mi stimola a fare di più. Un di più che fa parte del messaggio che cerco di dare alla gente che viene ai congressi. Per trasmettere, attraverso la mia esperienza, la necessità di rispettare la vita attraverso l'amore, affinché venga donato alle generazioni future un pianeta vivente.

Intervista di Adriano Forgione

fonte: Edicolaweb



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