12 giugno 2010

ATTESA GIGANTESCA TEMPESTA SOLARE PER IL 2013. LO DICE LA NASA

IL PICCO DI ATTIVITA’ STELLARE DISTRUGGERA LE NOSTRE RETI INFORMATICHE ED ELETTRICHE

Secondo la Nasa, le nostre reti informatiche e quelle elettriche potrebbe essere distrutte dal picco di attività solare previsto per i prossimi anni. A Washington, non a caso si è aperto il Forum sul Clima Solare promosso dalla Nasa in cui protagonista sarà proprio il picco di attività stellare. Secondo Richard Fisher, scienziato della Nasa «la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza precedenti». Siamo, infatti, dipendenti dalle apparecchiature elettroniche. L’onda di particelle, tra i suoi effetti, potrebbe sortire anche quello di mandare in tilt i nostri satelliti. Potremmo, nell’arco di poco tempo restare al buio, senza energia elettrica e comunicazioni. «Il primo segno di pericolo verrebbe quando le radiazioni iniziassero a disturbare segnali radio e dispositivi GPS. Dieci o venti minuti dopo, i satelliti commerciali che trasmettono conversazioni telefoniche, TV ed informazioni di ogni genere sarebbero praticamente spazzati via», ha detto Tom Bogdan, scienziato che ha modello matematico per rappresentare quello che potrebbe accadere.
Poco dopo sarebbe la volta di tutte le linee elettriche. Le radiazioni sarebbero in grado di indurre corrente sulle linee elettriche ad alto voltaggio. Il che porterebbe alla distruzione «praticamente di tutti i trasformatori sul pianeta». Il tutto, accadrebbe simultaneamente ovunque. Come sottolinea Fisher, “il sole si sta risvegliando da un profondo sonno, ed entro pochi anni ci aspettiamo di vedere livelli molto più elevati di attività solare”. La National Academy of Sciences aveva già affrontato il problema due anni fa in un rapporto intitolato “Gravi eventi legati al tempo solare – Conseguenze sociali ed economiche”. Il documento osservava come le persone del 21esimo secolo fanno affidamento sui sistemi hi-tech per le attività fondamentali della loro vita quotidiana. Le reti di energia elettrica, la navigazione Gps, i viaggi aerei, i servizi finanziari e le comunicazioni radio d’emergenza possono essere spazzate via da un’intensa attività solare
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Fonte: Il sussidiario
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ECCO L'ARTICOLO PUBBLICATO DALLA NASA SCIENCE NEWS
As the Sun Awakens, NASA Keeps a Wary Eye on Space Weather
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DAL GIORNALE ON-LINE Express News

E’ dura la vita degli astronomi. Adesso si dovranno riunire d’urgenza a congresso per discutere “come prevenire la distruzione della civiltà nei prossimi anni per colpa delle tempeste solari”. Si apre oggi infatti il Forum sul Clima Solare a Washington, D.C., happening promosso dalla NASA, in cui si dovrà necessariamente discutere del picco dell’attività solare, previsto di qui a tre anni.
ONDA ENERGETICA – In un mondo come il nostro in cui le reti energetiche e informatiche sono oramai un assunto insostituibile, che condizionano la nostra civiltà e il nostro modo di vivere, il picco delle radiazioni stellari di cui si discute non è per niente una buona notizia. Per Richard Fisher, scienziato dell’Agenzia Spaziale, “la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza precedenti”. E la massiccia ondata di particelle solari, se effettivamente rilasciata, potrebbe mandare in tilt la maggior parte dei satelliti che orbitano attorno al nostro pianeta, lasciandoci tutti al buio, isolati e bloccati: uno scenario terribile.
LA DEVASTAZIONE – Tom Bogdan, che ha sviluppato il worst-case scenario riguardo la futura tempesta, non ha dubbi: saremmo davanti ad una “nuova Katrina”. Secondo il modello matematico elaborato, infatti, “il primo segno di pericolo verrebbe quando le radiazioni iniziassero a disturbare segnali radio e dispositivi GPS. Dieci o venti minuti dopo, i satelliti commerciali che trasmettono conversazioni telefoniche, TV ed informazioni di ogni genere sarebbero praticamente spazzati via”. Il giorno dopo, toccherebbe alle linee elettriche: le radiazioni solari sarebbero infatti in grado di indurre corrente dentro le linee ad alto voltaggio “distruggendo praticamente tutti i trasformatori sul pianeta”. Senza elettricità, continua lo scienziato, giù anche l’acqua, il riscaldamento e il telefono. E la parte peggiore del disastro sarebbe il fatto che tutto questo succederebbe simultaneamente su tutta la superficie del globo, diversamente dunque da una catastrofe naturale “classica” – uragani, terremoti – che affliggono una sola area.
ARMAGEDDON – Resta solo un dubbio. Se i Maya hanno ragione, e il mondo finirà nel 2012, che rischio può rappresentare una tempesta solare in arrivo per l’anno dopo? Ci aspettano anni duri, questo è sicuro: i media americani si chiedono se non sia il caso di reclutare Bruce Willis d’urgenza.

fonte: www.express-news.it


"...il Sole può lanciare verso la Terra pericolosi flussi di radiazioni"


ROMA - Il Sole può lanciare verso la Terra pericolosi flussi di radiazioni e di particelle anche quando raggiunge il minimo del suo ciclo undecennale di attività -come in questo periodo- e la sua superficie appare priva di macchie solari. La scoperta, fatta da un numeroso gruppo di ricercatori americani e annunciata sul Journal of Geophysical Research, arriva proprio mentre si sta prolungando un eccezionale minimo dell'attività solare che lascia sbalorditi gli stessi scienziati. «Per ora il Sole ci riserva una sorpresa dopo l'altra - ha dichiarato Sarah Gibson, portavoce del gruppo e geofisica al National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, Colorado-. Finora si pensava che il cosiddetto vento solare toccasse i livelli più bassi in corrispondenza del minimo dell'attività, quando anche le macchie quasi scompaiono dalla sua superficie. Invece, studiando il comportamento della nostra stella, durante l'ultimo minimo del 2008, e confrontandolo con il precedente minimo del 1996, abbiamo trovato che questa convinzione non è fondata: il vento solare può investire la Terra come un lanciafiamme anche quando non ci sono macchie».

SISTEMI DI COMUNICAZIONE

La metafora del lanciafiamme, ovviamente, non è da prendere alla lettera. In realtà può succedere che un intenso flusso di particelle elementari di origine solare, giunto al livello dell'orbita terrestre con velocità di centinaia di km al secondo, colpisce il campo magnetico terrestre che ci fa da scudo contro questo tipo di radiazioni e riesce a penetrarlo, scatenando tempeste elettromagnetiche. Il fenomeno può avere risvolti rilevanti anche per la nostra vita quotidiana poiché la maggior parte dei moderni sistemi elettronici e di telecomunicazioni è vulnerabile rispetto a questi eventi e può andare in tilt, causando una serie di blackout a catena che investono i satelliti artificiali, le linee elettriche e quelle telefoniche, i trasporti, le trasmissioni radio e televisive, gli apparati GPS, eccetera.

STRATEGIE

Secondo i ricercatori americani i flussi di radiazioni durante il «Sole quieto» del 2008, piuttosto che alle inesistenti macchie, sono associati a «buchi» che si producono nella rovente atmosfera solare. Dei rischi associati alle tempeste solari si è parlato nei giorni scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) a Roma. «Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato dallo SCAR (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide) che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben noto GPS, ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema europeo GALILEO -riferisce la dirigente di ricerca Giorgiana De Franceschi -. Le regioni polari forniscono un laboratorio naturale per l’osservazione e lo studio dei disturbi atmosferici di origine solare, che influenzano la prestazione degli apparati tecnologici basati sui sistemi di navigazione satellitare, riducendone la precisione e l'affidabilità. Gli esperti di diverse nazioni, guidati dal gruppo di fisica dell’alta atmosfera dell’INGV, si sono perciò riuniti per pianificare l’osservazione e lo studio dell’atmosfera polare attraverso una rete internazionale di speciali ricevitori GPS posizionati sul continente Antartico”. Da questi studi ci si aspetta una migliore conoscenza di due caratteristiche dell'atmosfera: il vapore d’acqua nella bassa atmosfera (troposfera) e il contenuto di elettroni nella parte alta (ionosfera) che influenzano la propagazione delle onde radio.

Franco Foresta Martin
otizia del 21 settembre 2009

Fonte: Corriere della Sera
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Tratto da Segnidalcielo.it
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