17 marzo 2012

ABDUCTIONS: PER NON CHIUDERE LE PORTE DELLA CONOSCENZA

Sino al mio rientro in Italia dagli USA, alla fine di Febbraio 2011, avevo ritenuto che lo studio dei fenomeni di Contatto fosse meno inquinabile e inquinato rispetto a quello degli UFO in sé. A me l’Ufologia italiana da anni sembrava e continua ad apparire un triste e tetro coacervo di malizie, veleni, insulti, tradimenti, voltafaccia, deliri egemonici, e così via. Purtroppo durante l’anno appena trascorso, se da un lato ho constatato quanta brava gente ancora ci sia e si ostini nonostante tutto ad occuparsi di queste materie – moltissimi i più giovani – dall’altro ormai bisogna ammettere che siamo nella completa stagnazione. Perché? Primo: si impedisce strumentalmente il rinnovamento. Ad esempio, un mezzo per rinnovare e ampliare la portata dell’Ufologia con una ventata di freschezza poteva essere l’Esopolitica, ma questa in Italia non ha avuto alcuna possibilità di affermarsi. Non ne è stato capito, o peggio, se ne è voluto connotare negativamente l’assunto. Lo hanno fatto i gruppi ufologici “accreditati”, che mangiano pane e UFO e solo quello sono intitolati a dare in pasto alle masse.

Guai ad andare oltre il consentito di chi li controlla. E lo hanno fatto anche e purtroppo quei ricercatori indipendenti maggiormente in vista che, proprio in nome della loro autonomia culturale, hanno subito tacciato il movimento esopolitico come “filo-yankee” e quindi da bollare come compromesso in partenza perché, dicono (sbagliando di grosso), l’ufologia americana nulla porta di nuovo.

In seconda istanza, ma non per questo di maggior rilievo, l’opposizione all’Esopolitica è giunta dagli organi di informazione ufficiali che del termine non hanno capito un’acca.

Per questo, vale per me ribadire il concetto di cosa è in realtà l’Esopolitica. L’Esopolitica è una scienza sociologica che ingloba l’Ufologia. Lo è perché parte dall’assunto che il fenomeno UFO esiste e la sua portata è stata taciuta alle masse in quanto, con altissima probabilità (ritengo il margine di errore irrisorio) resta di matrice esogena alla Terra, il che non si potrà mai ammettere da alcuna fonte ufficiale di potere. Quindi, l’Esopolitica rappresenta un movimento socio-culturale che si oppone al cover-up sulla questione UFO nel suo complesso, inclusa quella dei contatti con entità aliene.

Di conseguenza, si vede ciò che io amo definire “Alienologia” soffrire degli stessi mali e aberrazioni dell’Ufologia. La situazione peggiora giorno per giorno. Le rivalità personali, ridicole considerando l’asfittico contesto nel quale si esprimono se paragonate a qualunque altra branca di studio o disciplina anche parascientifica, sono l’humus sul quale ci si muove e spesso ci si finisce invischiati sino al collo. Le ragioni recondite della crisi che stiamo vivendo in un settore appena nato e al quale l’energia positiva della gente poteva fornire una spinta molto forte, sono serie.

La più dirompente è il problema del “fare da sé”. Chi volesse occuparsi di abduction non può improvvisarsi o spacciarsi come terapeuta. Oltre ad essere sufficientemente addentro alla materia ufologica, che in fondo è un “plus” necessario, dovrebbe essere anche professionalmente qualificato – ovvero eserciti la professione di psicologo e possegga riconosciuti requisiti ed esperienza nel settore – per poter approcciare l’aspetto terapeutico della questione. Su questo tornerò alla prima occasione.

Chi ritenga di aver vissuto esperienze di contatto e decida di affidarsi ai terapeuti (che in Italia si contano sulle dita di una mano), prima deve comprendere che il punto essenziale della questione è lavorare su se stesso, al fine di acquisire uno stato di coscienza e di consapevolezza di sé e non al fine di “liberarsi dagli alieni”. Il possibile addotto deve capire che l’esperienza di ipnosi non può essere risolutiva, ma essere di aiuto nei casi in cui si sia già raggiunto un livello di conoscenza del proprio sé interiore.

Spesso, questo aspetto fondamentale dell’approccio latita. Lo noto dal tenore delle richieste che mi vengono inoltrate, soprattutto attraverso la sterminata comunità virtuale di Facebook. Succede spesso che mi contattino persone che da subito esprimono il forte desiderio di liberarsi dalle esperienze che dicono di vivere. Sulle prime, dopo aver spiegato che io sono un giornalista/ufologo che ha avuto la fortuna di vivere delle esperienze simili, ma non possiedo alcun crisma professionale che mi certifichi come terapeuta, cerco soltanto di comprendere se questa loro esigenza sia solo il sintomo di una qualche confusione esistenziale, o sia invece il frutto di una reale volontà di capire. Il dialogo che ne scaturisce è il più delle volte interessante e costruttivo, penso per entrambe le parti. Ci si basa sulla sincerità nell’aprirsi e nel raccontarsi.

Poi si arriva al passo successivo e le cose cambiano. Quando pongo la domanda “Cosa vuoi fare?”, chiarisco che esiste la possibilità di iniziare un percorso conoscitivo, ma che questo non può essere affrontato credendo di poter giungere alla meta della “immediata liberazione” attraverso questa o quella tecnica, ipnosi regressiva inclusa. Questo lo potrebbero fare gli emuli di Harry Potter. Ecco che, a quel punto, la persona inizia a mostrare i primi cenni di tentennamento. È chiaro che la sua volontà di approfondire viene sovrastata dall’idea usa e getta della soluzione più rapida possibile e inizia a ritrarsi.

Non è così che vanno le cose. Se un mistero reale si cela dietro il disagio dell’idea di essere addotti, quel mistero non è il perché queste esperienze accadono. Il mistero è la ricerca della risposta dentro di sé dopo aver capito o almeno cercato di capire chi si è realmente. Se non si compie questo primo passo fondamentale, non si va da nessuna parte. Infatti, dopo aver bussato alla mia porta, dopo che avrà capito che in primis dovrebbe lavorare su se stessa, quella persona la chiuderà subito e andrà a bussare a un’altra porta e chiederà di voler essere liberata dagli alieni con una o due sedute di ipnosi. E si infilerà nuovamente in un vicolo cieco…

Maurizio Baiata, 16 Marzo 2012
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8 commenti:

Rosa ha detto...

E' l'articolo più diretto, sintetico e reale che abbia letto in questi ultimi tempi, su tali argomenti.
Grazie!
Rosa

Annalisa ha detto...

Il "grazie" lo indirizziamo a Maurizio :)
Ciao Rosa

Annalisa ha detto...

Ecco quanto ha detto Maurizio Cavallo nell'intervista che mi ha concesso, chi vuol capire capisca:

.."essi (gli extraterrestri) operano una lenta e meticolosa preparazione e sensibilizzazione su alcuni individui terrestri in precedenza contattati o addotti. In un futuro ormai prossimo, essi getteranno le basi per una nuova era di giustizia pace e concordia. Nella metodologia dell’abduction si racchiudono i processi di controllo, di risveglio e d’attivazione di entità che, in precedenza manipolate attraverso una genetica genealogica, attraverso il tempo e successive modificazioni hanno sviluppato i presupposti biogenetici per affrontare il delicato passaggio frequenziale già in atto"...

marco ha detto...

Un abbraccio a un grande dell'ufologia mondiale, Maurizio Baiata . Lo seguo da circa 20 anni e credo che tutti noi interessati 'all'argomento' gli dobbiamo tanto.
Grazie Maurizio .
Marco

ps Annalisa ti seguo sempre con affetto , brava.

Anonimo ha detto...

Se prendessimo un uomo vissuto nellìantica mesopotamia e lo confrontassimo con un uomo attuale,non riscontreremo nessuna differenza a livello di comportamento.L'uomo si evolve solo sotto il profilo tecnologico.Sotto il profilo ideale riamane sempre la canaglia di sempre.Altro che salto frequenziale,bisogna fare tabula rasa dell'umanità e iniziare per l'ennesima volta con un uomo nuovo.L'esperimento attuale si è rivelato un buco nell'acqua come i precedenti. Black

Annalisa ha detto...

Sì, lui ha fatto da apripista, ha incentivato, creato, portato informazione, è un pò un papà per tutti noi appassionati.
Grazie Marco.

Anonimo ha detto...

Quanto sono d'accordo con l'autore di quest'articolo, specialmente per la seconda parte: è davvero irresponsabile e superficiale andare a rovistare nell'inconscio di qualcuno, tirare fuori esperienze del genere che erano rimosse e poi lasciare i vari materiali psichici sparsi in giro senza fornire gli strumenti appropriati per reintegrarli in modo organico nella propria autoconsapevolezza... ed è ancora più vero che la maggior parte delle persone rifugge in tutti i modi possibili dall'affrontare un sincero percorso conoscitivo interiore, che la porterebbe a confrontarsi con molto più che le esperienze di abduction e magari fornirebbe loro un contesto significativo... ed ecco che viene preferita la soluzione da supermercato, preconfezionata e pronta all'uso, che servirà solo ad aggrovigliare ulteriormente le difficoltà.
Ele

giancarla rossi ha detto...

Sono più che certa che ad Annalisa presto sarà chiaro il motivo per cui sta vivendo in prima persona un'esperienza non facile. Loro lo sanno. Lo saprà. Giancarla.

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