19 marzo 2012

PUMA PUNKU, I MONOLITI CHE NON DOVREBBERO ESISTERE

Con un età stimata in 14.000 anni, le rovine di Puma Punku, sono il più antico e sconcertante manufatto sulla faccia della Terra.

Pumapunku, anche detto “Puma Pumku” o “Puma Puncu”, in Aymara, il suo nome significa “La porta del Puma”. Nessuno sa chi ha progettato e costruito questo complesso di sofisticati blocchi ad incastro, e poi è scomparso. I ricercatori hanno indagato a lungo le rovine in Bolivia ed in Perù oltre ad effettuare numerose analisi al computer, ma non sono venuti a capo di nulla.

Le laste di Puma punku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura, ma questo potrebbe non aver rappresentato un problema nella lavorazione, dato che esempi di lavorazione della diorite sono stati ritrovati in giro per il mondo. Come gli Egizi, che utilizzavano sfere di diorite per lavorare il granito, o per realizzare vasi ed intarsi di notevole qualità.

Il problema è che pare improbabile che gli Egizi e chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fossero a conoscenza di come manipolare a livello millimetrico la roccia (alcuni intarsi sono spessi nell’ ordine di decimi di millimetro, cosa estremamente difficile anche al giorno d’oggi). Alcune pietre presentano delle incisioni o delle perforazioni della roccia di altissima precisione, perfettamente rettilinee e sottili (6 millimetri), oltre che parallele. Pare improbabile che siano stati fatti con strumenti di pietra o di bronzo, ma in qualche modo devono averlo fatto.

All’inizio del XX secolo l’ingegnere tedesco Arthur Posnansky (1873-1946) dedicò lunghi anni delle sue ricerche alle rovine di Tiahuanacu, un antico villaggio andino situato sull’altipiano boliviano. L’ingegnere concentrò i suoi studi su una zona del villaggio, dove alcune pietre erano disposte verticalmente. Da questo lo studioso dedusse che in quel luogo, migliaia di anni prima sorgeva un osservatorio astronomico. Così il sito di Tiahuanacu richiamò altri studiosi i quali scoprirono un altro sito presente a poche centinaia di metri di distanza, Puma Puncu.

Nel campo di rovine si trovano blocchi che arrivano a pesare sino a 1000 tonnellate. Pare quindi che ci si trovi davanti ai resti di parecchi edifici. Però è insolita la forma delle pietre, lavorate in modo così preciso da poter essere unite l’una all’altra in diversi modi, paragonabili a un moderno sistema modulare. Per fissare le pietre venivano infatti utilizzate delle cambrette di metallo, metodo conosciuto dagli archeologi dopo gli scavi di Delfi, città dell’antichità dove risiedeva uno tra i più famosi oracoli di tutti i tempi. Non è ancora stato possibile appurare come sia avvenuta la distruzione di Puma Puncu e Tiahuanacu.

Confrontando però la lavorazione delle pietre, si è riscontrato che i due siti non sono sorti nella stessa epoca-altrimenti lo scambio tra le “tecniche costruttive” sarebbe stato inevitabile data la breve distanza. Nel caso di Puma Puncu inoltre le devastazioni sono ancora più estese. Infatti è quasi impossibile riconoscere la struttura degli edifici ed esistono solo poche pietre vicine l’una alla’altra, mentre a Tiahuanacu sporadicamente è ancora possibile vedere alcuni muri.

Supponendo che sia stato un terremoto a distruggere Puma Puncu, ipotesi del tutto possibile data la posizione del sito, allora il suo effetto devastante avrebbe dovuto provocare ingenti danni a anche a Tiahuanacu, ma poiché ciò non è avvenuto, gli scienziati presumono che Puma Puncu sia molto più antica di Tiahuanacu.


fonte

5 commenti:

simone708 ha detto...

Sono stato a Puma Punku per conto dell'Università di Padova dal 10 al 15 settembre 2010. Ho fatto riprese e montaggio realizzando un documentario che include anche il resto del complesso archeologico di Tiwanaku. Sono dell'opinione che Puma Punku sia molto più antico di tutto il resto del sito, perché la tecnologia utilizzata è 'drammaticamente' più evoluta rispetto -per esempio- alla piramide di Akapana (a circa un Km di distanza) o al tempio di Kalassasaya.
E' spaventoso ritrovarsi in mezzo a quelle pietre giganti che ricordano -per tecnologia applicativa- la tecnica di costruzione a 'mattoncini' del Lego (ve li ricordate?). Infatti sono progettati per essere incastrati tra di loro. Com'è possibile? Come avranno fatto? Non c'è ancora una risposta. So anche che sotto la base della piramide si trova un enorme "foglio" quadrato di rame, il quale occupa (a quanto pare) tutta la medesima area. Ma non è visibile dall'esterno.

simone708 ha detto...

Purtroppo la svastica non appartiene a Puma Punku. Infatti si trova in Libano a Baalbek, nel tempio di Giove al quale appartiene. Sarebbe opportuno eliminare quella foto.

Annalisa ha detto...

Grazie Simone della precisazione.

aldo ha detto...

Per Simone 708.
E' evidente che non si tratta di una svastica ma di una decorazione complessa. La svstica si trova, comunque, in diverse civiltà. Eliminare la foto in argomento è come censurare. Come facevano i nazisti e i comunisti. L'analisi storica dovrebbe essere razionale e indifferente alle ideologioe. Non essere codino. Aldo

Annalisa ha detto...

Ma quale censura? ma quale codino? non ci capiamo, se non era una foto di puma punku era giusto toglierla. Saluti.

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